BergamoScienza torna dall’1 all’11 ottobre con un’edizione dedicata al tema Convergenze e con un’attenzione particolare al coinvolgimento delle scuole. Il festival, nato nel 2003, punta ad avvicinare il pubblico alla conoscenza scientifica attraverso esperienze, incontri e attività rivolte a persone di tutte le età.
«Entusiasmo, passione e amore per la conoscenza» sono, secondo Raffaella Ravasio, presidente del Comitato scuole, i pilastri della collaborazione tra la manifestazione e gli istituti del territorio. L’obiettivo è contrastare l’idea della scienza come materia distante, difficile o riservata a pochi, proponendo invece occasioni in cui possa essere sperimentata e compresa in modo diretto.
Il ruolo delle scuole
La collaborazione con le scuole va avanti da più di 20 anni. In una prima fase gli studenti partecipavano soprattutto come spettatori alle conferenze. Successivamente gli organizzatori hanno scelto di coinvolgerli nella progettazione e nella realizzazione di laboratori, anche attraverso l’uso di materiali di recupero.
I ragazzi non si limitano a preparare le attività: durante il festival sono chiamati a illustrarle ai visitatori, diventando protagonisti dell’esperienza insieme ai contenuti scientifici. Per Ravasio, l’approccio pratico affianca quello appreso in classe e può contribuire a suscitare un interesse più duraturo. Un riconoscimento viene rivolto anche ai docenti, che ogni anno collaborano alla preparazione dei progetti.
Un tema dedicato alla cooperazione
L’edizione di quest’anno ruota attorno a Convergenze, tema scelto per riflettere sul valore della cooperazione scientifica in una fase segnata da frammentazioni e polarizzazioni. Il programma intende mettere in relazione saperi scientifici, umanistici e sociali, nella convinzione che le sfide contemporanee richiedano il contributo di competenze diverse.
All’interno della manifestazione è previsto anche uno spazio per la formazione degli insegnanti, con corsi rivolti ai docenti di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Il festival si propone così di costruire una comunità fondata sulla conoscenza e sulla fiducia nella scienza, coinvolgendo il pubblico, gli istituti e il mondo accademico.
Nel corso degli anni, l’esperienza ha avuto conseguenze anche sulle scelte dei giovani partecipanti. Ravasio riferisce che alcuni ragazzi, dopo aver preso parte alle attività, hanno scelto di iscriversi a facoltà scientifiche. Tra gli ex volontari della manifestazione ci sono inoltre persone che oggi ricoprono ruoli di rilievo in ambito scientifico, in Italia e all’estero.