La proroga dell’occupazione dei terreni fino al 31 dicembre 2028 alimenta i dubbi sui tempi del raddoppio ferroviario e sugli altri interventi affidati alla D’Agostino Costruzioni. La comunicazione è stata notificata da Rete ferroviaria italiana al Comune di Curno a inizio settembre e non coincide necessariamente con la conclusione effettiva dei lavori, ma conferma i ritardi accumulati nei cantieri.
Il dato è emerso durante l’incontro convocato a Bergamo dalla sindaca Elena Carnevali e dal presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli. Al centro della riunione c’erano il raddoppio ferroviario e il collegamento ferroviario con Orio, entrambi interessati da ritardi e difficoltà. Rfi ha manifestato la volontà di risolvere il contratto con l’impresa appaltatrice, richiamando "evidenti inadempienze".
La decisione sul contratto
La questione dovrà essere valutata dal Collegio consultivo tecnico, non dagli enti locali. Il collegio dovrà stabilire se confermare la risoluzione e se esistano le condizioni per procedere con lo scorrimento della graduatoria, affidando l’opera a un altro soggetto. In caso contrario, sarebbe necessaria una nuova gara d’appalto. Nel frattempo, i lavori resterebbero affidati a un’azienda che, secondo quanto riferito durante il vertice, non ha rispettato le scadenze previste dal contratto.
Carnevali ha parlato di una situazione in cui si "naviga a vista", mentre Gafforelli ha chiesto di conoscere con precisione tempi e prospettive. L’ultima comunicazione ufficiale di Rfi, attribuita all’amministratore delegato Aldo Isi e risalente a giugno, indicava il completamento per dicembre 2027. La proroga notificata a Curno fino al 2028 ha però aperto una contraddizione che gli amministratori chiedono di chiarire.
Richiesto un tavolo al ministero
Per ottenere un cronoprogramma il più possibile vincolante, i partecipanti hanno deciso di sollecitare un incontro con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e con i vertici di Rfi. L’obiettivo è convocare il tavolo entro alcune settimane. I disagi, è stato sottolineato, non riguardano soltanto il capoluogo, ma anche i comuni a ovest della città.
Alla riunione erano stati invitati parlamentari, eurodeputati, assessori e consiglieri regionali e provinciali bergamaschi. L’assessora regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi non ha partecipato per impegni istituzionali e ha rivendicato il lavoro svolto dalla Regione con il Comune e Rfi. Assenti anche gli esponenti di Forza Italia, circostanza rilevata nel corso dell’incontro considerando che il partito è quello del patron del gruppo appaltatore, Angelo Antonio D’Agostino.
Carnevali ha definito la situazione non più sostenibile e ha richiamato la necessità di restituire centralità al territorio. Dal completamento delle opere dipende anche il sistema di mobilità ferroviaria e intermodale previsto per Bergamo, che comprende l’eBrt, la T2, l’uso metropolitano della linea Bergamo-Ponte San Pietro e il collegamento con l’aeroporto di Orio. Sul tavolo restano inoltre il raddoppio verso Montello e il cosiddetto salto di montone, per i quali Gafforelli chiede al ministero di sollecitare il finanziamento.