Accertamenti penali

Chiusa a Bergamo l’indagine su Davide Barzan

Contestata la distrazione di 313mila euro e un raggiro da 120mila ai danni di una coppia

Chiusa a Bergamo l’indagine su Davide Barzan

La Procura di Bergamo ha chiuso le indagini nei confronti di Davide Barzan, consulente criminalista, e dell’ex socio Pierluigi Chieffi. I due sono accusati di bancarotta fraudolenta e di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. A Barzan viene contestata anche la truffa aggravata.

Il procedimento nasce dagli accertamenti sulle vicende che hanno portato alla liquidazione giudiziale, dichiarata con una sentenza del giugno 2024, di una società bergamasca attiva nel settore dell’edilizia. Barzan ricopriva il ruolo di amministratore unico e socio unico, mentre Chieffi era il liquidatore della società.

La contestazione sul patrimonio societario

Secondo la pm Carmen Santoro, Barzan e Chieffi avrebbero distratto a proprio favore circa 313mila euro dal patrimonio della società. Una parte della somma, stando all’ipotesi accusatoria, sarebbe stata successivamente trasferita in attività finanziarie e su conti correnti intestati ai due uomini, in Italia e all’estero, a partire dal febbraio 2023.

Le accuse dovranno ora essere valutate nelle successive fasi del procedimento. La chiusura delle indagini preliminari consente agli indagati di esercitare le proprie facoltà difensive, prima delle eventuali decisioni della Procura sull’esercizio dell’azione penale.

L’accusa di truffa aggravata

Per il solo Barzan, la Procura contesta inoltre una truffa aggravata da circa 120mila euro. L’ipotesi è che il consulente abbia indotto in errore una coppia sulla necessità di ripianare i debiti della società, prospettando l’esistenza di presunte obbligazioni pregresse non saldate e ottenendo così il versamento della somma in suo favore.

Barzan, conosciuto anche per essersi occupato del caso di Pierina Paganelli, è difeso dall’avvocato Marlon Lepera. Chieffi è assistito dagli avvocati Antonio Petroncini e Antonio Paone, mentre le persone offese sono rappresentate dall’avvocata Sara Scarpellini. Nel giugno scorso erano stati eseguiti sequestri dalla Guardia di Finanza nell’ambito degli accertamenti.