Cultura classica

Il fascino duraturo dell’Odissea secondo Mauro Messi

Un insegnante del liceo Sarpi riflette sui motivi per cui il poema continua a parlare a lettori di ogni età

Il fascino duraturo dell’Odissea secondo Mauro Messi

Perché l’Odissea continua a interessare a quasi tremila anni dalla sua composizione? Il poema attribuito a Omero, autore di cui non è certa nemmeno l’identità, continua a essere ripreso dalla letteratura, dal cinema, dalla musica e dalle arti visive. A confrontarsi con questo interrogativo è Mauro Messi, professore di greco e latino e referente del gruppo di lettere del liceo classico Paolo Sarpi di Bergamo.

Secondo il docente, il successo dell’opera dipende innanzitutto dalla sua capacità di offrire numerose chiavi di lettura. Nell’Odissea convivono il romanzo di formazione, il viaggio inteso come percorso interiore e il rapporto tra generazioni, rappresentato soprattutto dal legame tra Odisseo e Telemaco. Per questo il poema può parlare a persone diverse: dagli studenti agli studiosi, fino agli adulti impegnati nella ricerca di un senso alle proprie esperienze.

Le molte sfumature dell’essere umano

Al centro del poema c’è una rappresentazione complessa dell’umanità. Odisseo è una figura sospesa tra dimensioni diverse: appartiene a una comunità, ma affronta da solo i pretendenti di Penelope; si muove tra terra e mare, tra condizione umana e dimensione divina. Vince grazie alla parola, ma ricorre anche alla forza quando necessario. Questa doppiezza, osserva Messi, contribuisce a rendere il personaggio ancora riconoscibile al pubblico contemporaneo.

Una particolare attenzione viene riservata anche alle figure femminili. L’Odissea è popolata da personaggi differenti, da Circe e Calipso a Nausicaa e Penelope. Quest’ultima, in particolare, viene descritta come una sorta di versione femminile di Odisseo: è astuta, intelligente, capace di elaborare strategie e di usare la parola, qualità centrale nella cultura greca. Il riconoscimento tra i due, inoltre, rappresenta uno dei momenti più significativi del poema ed è stato rielaborato anche nell’adattamento cinematografico di Christopher Nolan.

Il mare e la forza dell’adattamento

Accanto a Odisseo, il mare è considerato un altro protagonista dell’opera. Il gran numero di aggettivi utilizzati da Omero per descriverlo suggerisce il valore simbolico di un elemento con cui l’essere umano deve confrontarsi, rischiando di perdersi ma anche cercando una forma di conoscenza di sé.

Tra le ragioni della fortuna dell’Odissea c’è poi la struttura narrativa. A differenza dell’Iliade, una buona traduzione consente di seguire il racconto con maggiore linearità. Il poema può essere apprezzato anche attraverso la semplice lettura o l’ascolto e si sviluppa su più livelli, che emergono con successive riletture. La traduzione, tuttavia, comporta sempre un’interpretazione: alcuni termini del greco antico non hanno equivalenti perfetti nelle lingue moderne e, nel passaggio, possono perdersi sfumature importanti.

Messi giudica divisivo ma stimolante il film di Nolan, che intreccia storia e mito e propone una lettura contemporanea dei personaggi. Nel giudizio del docente, l’assenza quasi totale degli dei e dei Feaci, così come il pentimento attribuito a Odisseo per la distruzione di Troia, segnano una distanza significativa dal testo originale. Un adattamento, però, può modificare l’opera quando è pensato per un pubblico ampio e per un diverso linguaggio espressivo.

Il limite, sottolinea Messi, è non stravolgere il poema e mantenere un adeguato rispetto filologico. Un classico non è un oggetto immobile e fuori dal tempo: può continuare a vivere proprio entrando in dialogo con le domande del presente. La rilettura dell’Odissea, in questa prospettiva, diventa una sfida continua tra fedeltà all’originale e capacità di interpretare i problemi dell’età contemporanea.