Finanziamenti contestati

Inchiesta a Bergamo, ai domiciliari i vertici di Ikaros

La Procura ipotizza un giro da quattro milioni e dispone sequestri per tre; coinvolte 25 persone

Inchiesta a Bergamo, ai domiciliari i vertici di Ikaros

Daniele Nembrini, 58 anni, patron della fondazione Ikaros, e la moglie Luisa Carminati sono agli arresti domiciliari nell ambito di un indagine della Procura di Bergamo e della Guardia di finanza. Al centro dell inchiesta c è il presunto utilizzo di scuole di formazione professionale e per migranti come facciata per drenare e riciclare risorse pubbliche.

Secondo gli investigatori, Nembrini avrebbe governato le realtà riconducibili al cosiddetto sistema delle Opere senza assumere formalmente cariche e responsabilità, pur mantenendo un ruolo direttivo. Per farlo si sarebbe avvalso di numerose società collegate, anche con sedi all estero, e di una rete di collaboratori e prestanome. Tra le persone indagate figura anche la sorella della moglie, Luisa Carminati.

Le accuse della Procura

I reati contestati comprendono peculato, truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico, oltre alla bancarotta fraudolenta relativa a una società alla quale sarebbero state trasferite risorse di provenienza pubblica per oltre un milione di euro. La somma, secondo l accusa, sarebbe poi uscita dalla disponibilità della società senza che se ne rintracciasse la destinazione.

Gli investigatori ritengono che gli indagati avessero la qualifica di incaricati di pubblico servizio, poiché gestivano servizi scolastici finanziati in larga parte con denaro pubblico. L attività di accoglienza dei migranti avrebbe inoltre prodotto, secondo l ipotesi accusatoria, irregolarità nella documentazione e nella rendicontazione.

Finanziamenti e sequestri

Il profitto ritenuto accertato fino a questo momento supera i 4 milioni di euro. Per questa ragione il gip Luca Bonifacio ha disposto un sequestro preventivo di denaro e beni per 3 milioni di euro. Nel triennio 2022-2024, la Guardia di finanza ha inoltre stimato in oltre 50 milioni la somma dei finanziamenti erogati dalla Regione Lombardia e successivamente trasferiti a società di capitali riconducibili, secondo l indagine, alla famiglia di Nembrini.

Il provvedimento richiama una nota inviata il 17 giugno 2026 dalla Regione Lombardia alla Procura. Nel documento, riferito all anno formativo 2025-2026, vengono segnalate gravi carenze sulla coerenza delle spese rispetto agli obiettivi degli anticipi concessi alle fondazioni del gruppo e una movimentazione consistente di risorse verso soggetti giuridici collegati, in un quadro definito privo di adeguate giustificazioni.

Oltre a Nembrini e Carminati, l indagine coinvolge 25 persone, ritenute prestanome o comunque funzionali, secondo l accusa, a schermare le responsabilità dei due principali indagati. Per loro è stato disposto il divieto di esercitare uffici direttivi per dodici mesi. I provvedimenti si inseriscono nell inchiesta resa nota il 18 settembre 2026; le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento.