La scomparsa di Yayoi Kusama, artista giapponese nata nel 1929 e diventata un’icona internazionale grazie ai pois, alle zucche e alle stanze specchiate, riporta l’attenzione sull’esposizione che le è stata dedicata a Bergamo. L’allestimento, ospitato a Palazzo della Ragione nell’ambito di Bergamo Brescia Capitale italiana della Cultura, ha richiamato 93.400 persone in cinque mesi, tra la fine del 2023 e la primavera del 2024.
Un’opera immersiva nel cuore di Città Alta
Il fulcro dell’iniziativa era l’Infinity Mirrored Room intitolata Fireflies on the Water, installata nel cuore di Città Alta. Il pubblico entrava in una stanza rivestita di specchi, con piccole luci sospese e un pavimento coperto d’acqua, capace di riflettere l’immagine delle centinaia di punti luminosi. Ogni visitatore aveva a disposizione 60 secondi per vivere l’esperienza.
L’opera ha contribuito a rendere l’appuntamento uno degli eventi più seguiti della manifestazione culturale. La mostra è stata prorogata due volte e l’orario di apertura è stato ampliato per accogliere il maggior numero possibile di persone. Circa 2.000 visitatori sono rimasti in lista d’attesa senza riuscire a entrare, mentre le prenotazioni sono arrivate dal Giappone, dall’Australia, dagli Stati Uniti e da diversi Paesi europei. Il risultato ha alimentato anche una riflessione sul rapporto tra arte contemporanea, popolarità e marketing.
Il possibile legame con Lucio Fontana
Stefano Raimondi, curatore dell’esposizione e presidente di The Blank Contemporary Art, ha spiegato di aver lavorato per tre anni con lo studio dell’artista per realizzare l’allestimento. Pur non avendo conosciuto Kusama personalmente, Raimondi ha definito l’organizzazione dell’evento una sfida affrontata in una città di provincia con una rilevanza internazionale.
Il curatore guarda ora a un possibile progetto dedicato al rapporto tra Yayoi Kusama e Lucio Fontana. Fontana fu tra i primi sostenitori dell’artista giapponese e finanziò la sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1966. L’ipotesi, ancora in fase preliminare, riguarderebbe il confronto tra l’allieva e il mentore e la comune ricerca dell’infinito. Raimondi ha precisato che è ancora presto per fornire dettagli, ma ha indicato la possibilità di dare seguito all’esperienza della Capitale italiana della Cultura con una nuova esposizione.