Commercio e politica

La chiusura di Landi Sport riaccende il caso del centro

Ribolla attribuisce le difficoltà alle soste, Carretta richiama acquisti online, consumi ridotti e grandi complessi.

La chiusura di Landi Sport riaccende il caso del centro

Dopo 55 anni di attività, Landi Sport si prepara a chiudere il punto vendita di via XX Settembre a Bergamo. La decisione ha riaperto il confronto sulle condizioni del commercio tradizionale e sulle scelte adottate per la mobilità nell’area centrale della città. A dare ulteriore impulso al dibattito sono state le dichiarazioni del titolare, Matteo Sartori, che ha criticato le politiche relative all’accessibilità e ai parcheggi.

Il nodo dell’accessibilità

Alberto Ribolla, esponente della Lega e consigliere comunale, ha definito la chiusura un campanello d’allarme per il tessuto economico cittadino. Secondo Ribolla, la difficoltà di raggiungere il centro, trovare uno stallo e fare acquisti con comodità finirebbe per penalizzare i negozi e favorire i centri commerciali.

Nel mirino ci sono soprattutto i parcheggi. La riqualificazione della zona del Comune ha comportato la riduzione degli stalli in superficie, una scelta che Ribolla considera potenzialmente condivisibile solo se accompagnata da nuove strutture sotterranee. Il consigliere ha ricordato la proposta, avanzata con l’ex consigliera Luisa Pecce e sostenuta all’epoca da alcuni commercianti e da Immobiliare Fiera, di realizzare un parcheggio interrato sotto il Sentierone. A suo giudizio, non aver accolto quell’ipotesi è stato un errore.

Ribolla ha inoltre citato le esperienze di Milano, Lugano, Zurigo, Strasburgo e Brescia per sostenere che i parcheggi in struttura possono convivere con la ciclabilità e il trasporto pubblico. Da qui l’appello a puntare su soluzioni concrete, con meno contrapposizioni ideologiche e più interventi per rendere il centro accessibile.

Le cause indicate dal Circolo Matteotti

Sulla stessa linea si è espresso Alessandro Carrara, collega di Ribolla sui banchi di Palafrizzoni. In un intervento sui social ha riconosciuto che il commercio tradizionale risente della concorrenza dei centri commerciali e dell’e-commerce, oltre che della diminuzione del potere d’acquisto. Ha però aggiunto che anche le decisioni sulla mobilità possono incidere, citando le zone a traffico limitato, gli stalli eliminati, l’accesso più complesso e le code legate alla nuova viabilità.

Una lettura diversa è arrivata da Niccolò Carretta, del Circolo Matteotti ed ex consigliere regionale. Pur definendo dolorosa la chiusura di Landi Sport, Carretta ritiene che attribuirla principalmente ai parcheggi significhi individuare una causa parziale. Tra i fattori indicati figurano la crisi del ceto medio, la crescita degli acquisti online, la concorrenza di Oriocenter e la presenza di negozi considerati datati o costosi.

Carretta sostiene inoltre che le strutture di sosta non manchino e che alcuni parcheggi si trovino a pochi passi dalle attività. Per sostenere i negozi propone una combinazione di sosta gratuita a carico dei commercianti, tariffe agevolate e una maggiore organizzazione di eventi. Nel suo ragionamento, la qualità dello spazio urbano può rafforzare le attività e il restyling del centro viene considerato tra i più riusciti. Il confronto resta quindi aperto tra chi attribuisce un peso decisivo all’accessibilità e chi indica trasformazioni economiche e abitudini di consumo come cause principali della crisi.