Caso aperto

Maglia e sciarpa con presunte tracce ematiche, indaga la polizia

Il rinvenimento è avvenuto presso l'abitazione della madre di Riccardo Claris: analisi e filmati dovranno chiarire l'origine.

Maglia e sciarpa con presunte tracce ematiche, indaga la polizia

Una maglietta grigia e una sciarpa dell’Atalanta, entrambe con macchie che sembrano di sangue, sono state ritrovate in un parcheggio di Bergamo, a pochi metri dall’abitazione della madre di Riccardo Claris. Una chiazza è stata individuata anche sul cemento, accanto agli indumenti. Il ritrovamento è stato segnalato alla polizia, che sta verificando la natura delle macchie e ricostruendo quanto accaduto.

A chiamare il 112, domenica mattina, è stata Alessandra Feroldi, madre del 26enne ucciso il 4 maggio 2025 da Jacopo De Simone, ventenne attualmente imputato per l’omicidio. La donna è stata avvisata da un’amica, che aveva lasciato l’auto nel parcheggio pubblico, distante circa venti metri dalla casa. Al momento, non sono emersi elementi che colleghino il ritrovamento al procedimento giudiziario in corso.

Gli accertamenti sulle macchie

Gli investigatori stanno cercando di stabilire se si tratti effettivamente di sangue e, in quel caso, se sia di origine umana o animale. Le telecamere della zona saranno esaminate per capire se qualcuno sia stato ferito nel parcheggio, oppure se gli indumenti siano stati abbandonati intenzionalmente. Tra le ipotesi considerate c’è anche quella di un gesto provocatorio legato al tifo calcistico, ma nessuna ricostruzione è stata al momento confermata.

La vicenda viene osservata con particolare attenzione anche per il clima di tensione legato alla morte di Claris. Nel processo è emerso che il giovane era atalantino, mentre De Simone è interista. Secondo quanto riferito dalla pm Maria Esposito nell’arringa di inizio luglio, i due si sarebbero incrociati in un bar con i rispettivi amici. Dopo uno scambio di battute sulla fede calcistica, gli atalantini avrebbero seguito gli altri fino alla casa dell’imputato, che sarebbe poi sceso armato di coltello e avrebbe colpito Claris.

La tensione attorno alla famiglia

La difesa, rappresentata dall’avvocato Luca Bosisio, ha sostenuto la legittima difesa. La Corte d’assise dovrà pronunciarsi l’8 settembre, mentre l’accusa ha chiesto per De Simone una condanna a 24 anni di carcere. Allo stato, il ritrovamento degli indumenti resta un episodio separato dal processo e gli accertamenti dovranno chiarire se abbia avuto un significato concreto o sia stato soltanto un atto macabro.

Feroldi aveva già raccontato in aula di essersi trasferita da Santa Caterina in un’altra strada per evitare di incontrare gli amici dell’imputato, residenti nel borgo. Aveva inoltre riferito che su alcuni adesivi con la scritta «Claris per sempre» qualcuno aveva aggiunto la frase «sotto terra». La polizia prosegue ora l’analisi degli elementi raccolti e la verifica delle immagini del parcheggio.