Il sistema scolastico continua a fare largo affidamento sui docenti con contratto a tempo determinato. Secondo un’analisi della Uil, il 64,7% del personale precario termina il proprio incarico il 30 giugno, rimanendo senza stipendio durante i mesi estivi e in attesa di un nuovo contratto. Solo il 15,9% degli insegnanti risulta invece assunto fino al 31 agosto.
I dati, riferiti anche alla situazione della scuola nel territorio di Bergamo, evidenziano per il sindacato uno squilibrio nell’utilizzo dell’organico di fatto, cioè dei posti coperti con contratti temporanei fino alla conclusione delle attività didattiche. La conseguenza è una condizione di discontinuità lavorativa per migliaia di docenti e un maggiore ricorso all’indennità di disoccupazione, con ricadute anche sui conti dell’Inps.
La carenza di insegnanti di sostegno
Una quota significativa delle nomine effettuate nella scuola primaria riguarda il sostegno: gli insegnanti destinati a questo ambito rappresentano il 44% del totale. Tra loro, l’89% ha un contratto in scadenza al 30 giugno. Per la Uil, il dato segnala la carenza di posti stabilmente assegnati nell’organico di diritto, quello con termine al 31 agosto, e la scarsità di docenti specializzati.
Secondo il sindacato, questa situazione incide soprattutto sugli studenti con disabilità, che possono trovarsi a cambiare insegnante di sostegno quasi ogni anno. La continuità didattica viene così condizionata dalla natura temporanea degli incarichi, anziché garantita attraverso una programmazione strutturale dei posti disponibili.
Le richieste del sindacato
Per affrontare il problema, la Uil chiede di trasformare le cattedre oggi collocate nell’organico di fatto in posti dell’organico di diritto. Gli incarichi dovrebbero quindi essere estesi fino al 31 agosto e resi disponibili per le immissioni in ruolo. La proposta riguarda in particolare le cattedre affidate con continuità a supplenti, nonostante rappresentino esigenze permanenti delle scuole.
Il quadro cambia nella scuola secondaria di primo e, soprattutto, di secondo grado. In questi casi, sostiene il sindacato, il numero dei docenti specializzati è elevato rispetto ai posti disponibili e molti professionisti restano senza incarico. Da qui la richiesta di un piano straordinario di assunzioni sul sostegno, con l’utilizzo delle graduatorie per stabilizzare gli insegnanti in possesso della specializzazione.
La Uil collega infine la precarietà alla questione del lavoro povero nella scuola. Il sindacato sollecita un aumento degli stipendi di docenti e personale Ata, considerati tra i più bassi della pubblica amministrazione, insieme a misure di welfare abitativo e sociale. L’obiettivo indicato è sostenere i lavoratori che, soprattutto quando vivono lontano dal luogo di origine, devono affrontare costi elevati e difficoltà economiche durante l’anno scolastico.