Caso giudiziario

Tentò di rapire una bimba: perizia, è incapace di intendere

L’uomo, in cura presso una Rems, affronterà l’udienza del 16 settembre. Il padre chiede garanzie sul percorso successivo.

Tentò di rapire una bimba: perizia, è incapace di intendere

La scena si è consumata all’uscita di un supermercato, davanti alle telecamere di sicurezza. La madre teneva per mano la figlia di un anno e mezzo, mentre il padre spingeva il carrello con la spesa. Erano circa le 13 di un sabato quando Emil Mortu, 47 anni, cittadino romeno senza fissa dimora, si è avvicinato alla bambina e l’ha afferrata per una gamba, tentando di sottrarla alla madre.

La donna è caduta a terra nel tentativo di non lasciare la figlia allo sconosciuto. L’episodio è avvenuto il 14 febbraio all’Esselunga di via Corridoni, a Bergamo, e il filmato dell’aggressione è stato successivamente diffuso online. La piccola ha riportato la frattura del femore sinistro e della tibia destra, con una prognosi di 30 giorni, il gesso e un successivo percorso di recupero della mobilità.

La perizia psichiatrica

Secondo la perizia dello psichiatra Sergio Monchieri, richiesta dalla difesa e dalla procura, Mortu è incapace di intendere e di volere. L’uomo è accusato di tentato sequestro e lesioni, con le aggravanti dei futili motivi, della minorata difesa e della minore età della vittima. Dopo l’esito dell’accertamento, la pm Giulia Angeleri ha chiesto il trasferimento in una Rems e il giudizio immediato.

L’udienza è stata fissata per il 16 settembre. In presenza di una valutazione psichiatrica che esclude la capacità di intendere e di volere, il procedimento potrebbe concludersi con il proscioglimento dell’imputato per questo motivo. Resta distinta la valutazione sulla sua eventuale pericolosità sociale: il giudice potrà disporre una misura di sicurezza. Mortu è già stato trasferito nella Rems di Castiglione delle Stiviere, dove è sottoposto a trattamento.

Le parole della famiglia

L’avvocata Erica Pasinetti ha riferito di aver parlato con l’imputato al telefono, attraverso un’interprete. Mortu avrebbe manifestato l’intenzione di risarcire la famiglia, anche se non sono ancora note le modalità. Durante l’interrogatorio di garanzia aveva fornito ricostruzioni confuse sulla propria vita e sulle ore precedenti all’aggressione, sostenendo anche di non aver voluto fare del male alla bambina.

Il giudice Michele Ravelli, che aveva convalidato l’arresto disponendo il carcere, aveva descritto una personalità ritenuta non rassicurante e sottolineato la determinazione mostrata nel tentativo di portare via la bambina. L’uomo, tuttavia, risulta incensurato. La famiglia, assistita da un legale, valuterà se costituirsi parte civile, pur considerando le difficoltà legate alla condizione dell’imputato e alla sua situazione economica.

Il padre Matteo ha spiegato che la figlia oggi sta bene, ma ha espresso preoccupazione per il possibile ritorno in libertà dell’uomo. La famiglia è tornata nel supermercato, anche per affrontare l’impatto emotivo dell’accaduto. I genitori chiedono inoltre maggiore sostegno da parte delle istituzioni per le famiglie coinvolte in episodi simili e auspicano che Mortu possa seguire un percorso adeguato prima di un eventuale reinserimento.