Poche precipitazioni, caldo intenso e siccità stanno mettendo sotto pressione la disponibilità d’acqua in diverse aree della provincia di Bergamo. Per questo Uniacque, la società pubblica che gestisce il servizio idrico provinciale, ha rinnovato l’invito a contenere i consumi e si è rivolta in particolare ai sindaci dei territori più esposti.
La società suggerisce alle amministrazioni comunali di valutare l’emissione di ordinanze per limitare l’uso dell’acqua potabile, lasciando esclusi gli impieghi potabili, igienici e sanitari. L’obiettivo è preservare le riserve disponibili e garantire la continuità di un servizio essenziale per i cittadini.
Le aree più esposte
Le maggiori criticità interessano circa 60 Comuni distribuiti tra la zona dell’Isola, la bassa Val Brembana e la Val Imagna, oltre ad alcuni centri del Sebino. In parte dei territori coinvolti, i sindaci hanno già adottato nei giorni scorsi provvedimenti per ridurre i consumi.
Le limitazioni indicate riguardano l’irrigazione di giardini, prati e orti, anche nelle fasce orarie notturne che in precedenza erano consentite. Tra i divieti prospettati figurano inoltre il riempimento di piscine, vasche da giardino e fontane ornamentali, oltre al lavaggio di cortili, piazzali e autovetture.
Il monitoraggio della rete
La situazione appare diversa nelle zone più alte della provincia. Alta Val Brembana e alta Val Seriana non registrano al momento particolari problemi, grazie alle precipitazioni temporalesche dei giorni precedenti. Anche i pozzi della pianura, pur sottoposti a forte stress per l’elevato consumo, non mostrano abbassamenti significativi della falda.
Uniacque monitora quotidianamente l’andamento della disponibilità idrica sul territorio provinciale e dichiara di mettere in campo gli interventi necessari per mantenere il servizio. L’azienda invita comunque la popolazione ad adottare comportamenti sostenibili e a utilizzare l’acqua potabile con attenzione, soprattutto nelle aree dove la situazione resta più delicata.