Il caro energia torna a pesare sulle attività ricettive e della ristorazione della provincia di Bergamo. Bar, ristoranti, negozi e alberghi devono fare i conti con rincari che incidono su margini già ridotti e possono tradursi in investimenti rinviati, riduzione degli orari e rischio per l’occupazione. A segnalare la situazione è Confcommercio Bergamo, che chiede interventi a sostegno delle imprese e ha attivato uno Sportello Energia per analizzare le fatture e individuare possibili risparmi.
Per un bar, i consumi non dipendono soltanto dalla macchina professionale del caffè. Restano accesi per gran parte della giornata frigoriferi, celle, vetrine refrigerate e fabbricatori di ghiaccio, oltre a forni, lavastoviglie e altre apparecchiature per la preparazione degli alimenti. A questi elementi si aggiungono gli orari di apertura prolungati, il maggiore utilizzo serale e le spese per riscaldamento e climatizzazione.
Rincari fino al 26%
«Normalmente un bar spende in energia circa mille euro al mese», spiega Diego Rodeschini, presidente di Fipe Bergamo, sottolineando che nei periodi caratterizzati da temperature particolarmente elevate i consumi possono aumentare sensibilmente. La spesa mensile può così arrivare fino a 2 mila euro. Per un albergo da 20 camere, invece, il costo medio annuo della sola energia elettrica viene indicato tra 25 mila e 45 mila euro.
Un esempio arriva da Castione della Presolana, dove Roberto Jannotta dell’Hotel Milano riferisce di una spesa di circa 100 mila euro all’anno per una struttura da 60 camere. Secondo le stime diffuse da Confcommercio, nel secondo semestre 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le bollette elettriche sono aumentate del 26,2% per gli alberghi e del 26,3% per bar e ristoranti. Per le grandi superfici l’incremento è stato del 23,1%, mentre per i negozi ha raggiunto il 23,2%.
Le richieste al Governo
Il quadro è aggravato dal differenziale del prezzo dell’elettricità: nel mese di settembre il Prezzo unico nazionale, secondo i dati citati nell’articolo, ha registrato un aumento del 73,3% rispetto alla media 2025. L’Italia, osserva Confcommercio, risente della forte dipendenza dal gas, mentre altri Paesi europei ricorrono maggiormente a fonti meno esposte alle oscillazioni del mercato.
«Il caro energia è un tema che sentiamo con forza anche sul nostro territorio», dichiara Luciano Patelli, presidente di Confcommercio Bergamo. L’associazione chiede una revisione strutturale degli oneri di sistema, l’accelerazione dei contratti di acquisto aggregato per le piccole e medie imprese e lo sblocco delle autorizzazioni per gli impianti da fonti rinnovabili. Tra le possibilità indicate figurano anche interventi di efficientamento e comunità energetiche rinnovabili.
Lo Sportello Energia di Confcommercio mette a disposizione delle imprese analisi gratuite delle bollette, con l’obiettivo di individuare risparmi immediati, sgravi fiscali e incentivi per migliorare l’efficienza. L’associazione segnala inoltre accordi con partner energetici per proporre alle aziende associate contratti di fornitura collettiva, grazie alla contrattazione su larga scala, e soluzioni rivolte anche a dipendenti e famiglie.