Il confronto politico sul progetto dell’isola ecologica di Bratto è sfociato in una querela per diffamazione presentata dal consigliere di minoranza Nicola Ferrari nei confronti della sindaca di Castione della Presolana, Samantha Tagliaferri. Al centro della vicenda c’è un comunicato dell’Amministrazione comunale relativo a presunte offese rivolte alla prima cittadina durante una raccolta firme.
La protesta era stata organizzata dal gruppo di minoranza Comunità e Futuro per contestare il posizionamento dell’ecoisola in via Pio XI, nella frazione di Bratto. Secondo quanto riferito nel testo, circa 500 cittadini avevano sottoscritto la petizione, esprimendo contrarietà alla vicinanza dell’impianto rispetto ad abitazioni private e attività commerciali. Dopo la raccolta firme, la minoranza aveva annunciato la presentazione di una mozione e chiesto la convocazione del Consiglio comunale.
Le accuse dell’Amministrazione
In seguito all’iniziativa, la maggioranza aveva parlato di uno spiacevole episodio avvenuto sabato 26 settembre. Nel comunicato si sosteneva che, nei pressi del gazebo allestito per la raccolta firme, la sindaca fosse stata destinataria di insulti e ingiurie da parte di alcune persone presenti. L’Amministrazione aveva ribadito la disponibilità al confronto, sottolineando però che la dialettica politica, anche quando è aspra, dovrebbe restare entro i limiti del rispetto reciproco.
Nel documento la maggioranza aveva inoltre chiesto al gruppo promotore della raccolta firme di presentare formalmente le proprie scuse o di prendere pubblicamente le distanze dalle offese. Secondo la ricostruzione dell’Amministrazione, il limite sarebbe stato superato con attacchi personali rivolti a chi ricopre un ruolo istituzionale. Il comunicato non indicava tuttavia, nel testo riportato, le espressioni utilizzate né identificava le persone che avrebbero pronunciato gli insulti.
La replica della minoranza
La versione dei fatti è stata respinta da Comunità e Futuro, che ha negato qualsiasi insulto alla sindaca da parte dei propri rappresentanti o dei cittadini presenti. La minoranza ha riferito che l’unico episodio osservato sarebbe stato un applauso spontaneo di alcune persone quando la prima cittadina è transitata in auto davanti al gazebo, con i finestrini chiusi e a velocità moderata.
Il gruppo ha quindi chiesto di sapere quali parole sarebbero state pronunciate, da chi e in quale momento, sostenendo che i testimoni presenti avrebbero potuto confermare la propria ricostruzione. La minoranza ha giudicato grave l’attribuzione pubblica di comportamenti ritenuti mai commessi e ha richiamato l’articolo 595 del Codice penale, relativo al reato di diffamazione.
La querela è stata poi presentata dal consigliere Nicola Ferrari nei confronti dei soggetti che, secondo quanto annunciato dalla minoranza, avevano sottoscritto e diffuso il comunicato. Giovedì Ferrari ha comunicato attraverso i propri canali social l’avvenuto deposito dell’atto, pubblicando anche una fotografia a sostegno della denuncia. La vicenda giudiziaria si inserisce così nel più ampio scontro politico sul futuro dell’area destinata all’ecoisola di Bratto.