Sabato scorso, a Dalmine, due delle tre stazioni di servizio Eni sono state costrette a chiudere per mancanza di carburante. Renato Mora, presidente del Gruppo benzinai Confcommercio Bergamo e titolare dell’unica stazione rimasta aperta, ha espresso la sua preoccupazione: «Non ho mai visto una cosa del genere e non deve succedere: la benzina è indispensabile come i farmaci». Questo problema si estende a tutte le stazioni di rifornimento Eni, le Enilive Station, che rappresentano 50 dei 350 impianti nella provincia.
I gestori segnalano che i loro ordini non vengono soddisfatti: «Ordiniamo 30 mila litri e ce ne portano solo 15 mila», continua Mora, evidenziando che le stazioni hanno una capacità media di 50 mila litri e che le consegne dovrebbero avvenire due volte a settimana o anche giornalmente su strade ad alta percorrenza. Tuttavia, i rifornimenti non sono sufficienti e le chiusure sono diventate frequenti.
Conseguenze e criticità
I disservizi si sono registrati anche a Curno, Treviolo, Mozzo, Zanica e in altri comuni delle valli. La situazione è ulteriormente aggravata nel fine settimana, quando le consegne potrebbero slittare a lunedì. Sebbene alcuni casi si siano risolti con arrivi notturni, non chiudere significa comunque avere scorte al di sotto dei livelli soglia.
Le cause della crisi affondano le radici in un contesto complesso. Da un lato, l’aumento della domanda e, dall’altro, i ritardi nelle consegne, aggravati dall’andamento del prezzo del carburante. Le segnalazioni dei gestori indicano che, oltre alle perdite di vendite, c’è il rischio di un danno reputazionale che potrebbe danneggiare la clientela, già provata dalla concorrenza spietata nel settore.
Richieste di intervento
«Siamo in una situazione di incertezza che complica la programmazione dell’attività», spiega Mora. I gestori chiedono un miglioramento della comunicazione con Enilive Spa, sottolineando la necessità di informazioni chiare e tempestive sui rifornimenti e sulle eventuali mancanze. Federcommercio ha lanciato un appello, evidenziando che la mancanza di carburante non è solo un episodio isolato, ma rappresenta un problema serio e ricorrente, particolarmente critico in un periodo di rincari generalizzati e di margini di profitto già esigui.