Una cittadina di origine cinese, residente a Milano e in arrivo da Oslo, è stata fermata all’aeroporto di Orio al Serio dopo aver tentato di introdurre in Italia beni di lusso per un valore complessivo di 27.558 euro senza presentare la prevista dichiarazione doganale.
La merce nelle valigie
Il controllo è scattato all’uscita dalla sala degli arrivi internazionali. I finanzieri della Compagnia di Orio al Serio e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane hanno trovato all’interno delle due valigie della passeggera dieci articoli di una nota casa di moda francese, acquistati in una boutique di Oslo per oltre 300 mila corone norvegesi.
Tra i prodotti c’erano capi di abbigliamento, scarpe, gioielli e borse. La merce era ancora imballata e sistemata nelle confezioni originali. Agli investigatori la donna, imprenditrice nel settore delle pulizie, avrebbe riferito di aver acquistato gli articoli utilizzando i risparmi accumulati in anni di lavoro.
Secondo quanto ricostruito attraverso i documenti commerciali trovati durante il controllo, la viaggiatrice era partita da Orio al Serio soltanto due giorni prima, con destinazione Norvegia, per dedicarsi allo shopping. Il rientro in Italia è avvenuto senza la dichiarazione richiesta per i beni acquistati in un Paese esterno all’Unione europea.
Imposte e sanzione
La normativa prevede l’obbligo di dichiarare alla frontiera i beni introdotti da un Paese terzo quando il loro valore supera la franchigia di 430 euro. Nel caso accertato a Orio al Serio, l’omessa dichiarazione ha comportato un’evasione di Iva e dazi doganali per oltre 6.400 euro.
La condotta è stata contestata come contrabbando per omessa dichiarazione, al di sotto della soglia di rilevanza penale. Oltre al pagamento dei diritti doganali, alla donna è stata applicata una sanzione amministrativa superiore a 1.200 euro. I beni di lusso sono stati inoltre sequestrati. L’intervento è stato effettuato il 12 ottobre 2026 dai militari della Guardia di finanza e dai funzionari doganali.