La sede della JobsAcademy di San Paolo d’Argon è rimasta chiusa durante lo sciopero dei docenti che non ricevono i compensi. Un gruppo di studenti, arrivato davanti all’istituto con l’orario delle lezioni, non ha trovato nessuno ad aprire. La protesta coinvolge insegnanti e professionisti esterni che denunciano arretrati per decine di migliaia di euro.
La fondazione gestisce un istituto tecnologico superiore con circa 780 studenti e 80 insegnanti, tra la sede bergamasca e quella di Milano. I lavoratori riferiscono di non essere stati pagati, in alcuni casi, da febbraio 2025 e anche per periodi precedenti. Le somme non corrisposte variano da 35 mila a 80 mila euro. Al presidio organizzato dalla Cgil hanno partecipato una quarantina di persone, tra docenti e altri lavoratori del settore.
Il confronto con la Regione
Al centro della vertenza c’è il rapporto con la Regione Lombardia. L’accreditamento di Ikaros, realtà collegata al gruppo e attiva nella formazione professionale, è stato revocato la scorsa estate. Quello della JobsAcademy è invece sottoposto a valutazione. Secondo gli uffici dell’assessora all’Istruzione Simona Tironi, l’ente dovrebbe restituire somme superiori a quelle che sostiene di dover ancora ricevere. La Regione contesta inoltre la cessione di crediti a Banca Sistema effettuata nel 2023, 2024 e 2025, operazione che avrebbe consentito di ottenere liquidità.
La direzione della scuola, rappresentata dal direttore Lorenzo Merlini Manzoni e da don Eugenio Nembrini, ha ribadito alla Cgil di ritenere corretta la propria rendicontazione. Secondo la fondazione, i mancati pagamenti dipenderebbero dalle continue richieste di documentazione avanzate dalla Regione, nonostante l’invio degli atti richiesti. Durante l’incontro è stato riferito che i crediti ceduti ammontavano complessivamente a circa 9 milioni di euro, utilizzati per sostenere le spese correnti degli istituti.
La fondazione ha comunicato di voler attendere il deposito delle proprie controdeduzioni, previsto entro il giorno successivo, prima di rilasciare ulteriori dichiarazioni. Si tratta dell’ultimo passaggio della procedura di revoca. Dopo l’esame delle osservazioni, la Regione dovrà decidere se confermare o meno l’accreditamento della JobsAcademy.
Le preoccupazioni per studenti e famiglie
In caso di revoca, la Regione potrebbe aprire una manifestazione d’interesse per individuare un altro ente incaricato di completare i percorsi formativi. Resta però da chiarire anche la posizione dei docenti, con l’ipotesi di garantire la continuità del lavoro e di uniformare i contratti. Per i manifestanti, la priorità resta il pagamento degli arretrati maturati negli ultimi anni.
Durante il presidio è emersa anche la questione dell’università collegata al gruppo. Ai sindacati risulta che alcune famiglie stiano ricevendo richieste per il pagamento delle rette, senza però avere garanzie sulla prosecuzione dei corsi. Il percorso universitario prevede un terzo anno finalizzato alla laurea breve in mediazione linguistica, con un costo indicato di 5 mila euro l’anno. Chi frequenta soltanto l’Its sostiene invece una quota di iscrizione di 500 euro.
Alcuni studenti hanno raccontato che, al momento dell’iscrizione, sarebbe stato loro riferito che il percorso universitario triennale era obbligatorio. In seguito, secondo la loro ricostruzione, l’istituto avrebbe parlato di un malinteso. Diversi ragazzi avrebbero quindi rinunciato al triennio dopo aver già versato la quota del primo anno. Tra le preoccupazioni c’è infine il rischio che anche le lezioni universitarie possano subire interruzioni.