Analisi economica

Crescita dei servizi a Bergamo, rallenta il commercio

Il terziario bergamasco presenta dinamiche diversificate tra servizi e commercio, con pesanti ripercussioni legate all'instabilità internazionale.

Crescita dei servizi a Bergamo, rallenta il commercio

Il terziario a Bergamo continua a crescere, ma mostra andamenti diversi tra i comparti. I servizi si rivelano più solidi e ottimisti, mentre il commercio al dettaglio si dimostra cautamente sensibile all’incertezza internazionale e all’evoluzione dei prezzi. Secondo una recente rilevazione di Unioncamere Lombardia, nel secondo trimestre dell’anno, il fatturato dei servizi è aumentato del 3,4% su base annua, mentre il commercio ha registrato solo un +2%, con una dinamica meno vivace rispetto ai mesi precedenti.

Le tensioni sui prezzi rappresentano un fattore determinante nel contesto attuale, con i listini che continuano a crescere a ritmi sostenuti, suscitando preoccupazioni tra gli imprenditori. Tuttavia, le aspettative nel settore dei servizi migliorano nonostante l’incertezza legata alla crisi internazionale e ai suoi potenziali effetti sui costi energetici e sui consumi.

Situazione del mercato del lavoro

Le imprese del settore servizi, con almeno tre addetti, confermano un buon andamento economico. La variazione congiunturale destagionalizzata del fatturato è pari allo 0,8%, coerente con le tendenze degli scorsi trimestri. Il 54% delle imprese ha dichiarato un aumento del fatturato, la percentuale più alta degli ultimi diciotto mesi, mentre il 22% ha notato una diminuzione. Le notizie sul mercato del lavoro sono incoraggianti: il saldo degli addetti da inizio a fine trimestre è positivo, con un incremento del 2,4%. Anche le previsioni sull’occupazione rimangono favorevoli.

Rallentamento nel commercio al dettaglio

Nonostante il commercio al dettaglio mostri ancora risultati positivi, è evidente un segnale di rallentamento. Il fatturato delle imprese con almeno tre addetti è aumentato del 2% su base annua e dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, la quota di imprese che ha riportato un aumento del fatturato è scesa dal 56% al 51%, mentre quelle che hanno registrato una diminuzione sono aumentate dal 26% al 30%. Si evidenzia una crescente pressione sui prezzi, con un incremento del 2,7% su base trimestrale, un dato simile a quello registrato nella crisi energetica del secondo trimestre del 2023.

In conclusione, il presidente della Cciaa, Giovanni Zambonelli, commenta che, sebbene i segnali allarmanti precedentemente emersi non abbiano trovato riscontro nei dati attuali, l’instabilità internazionale potrebbe influenzare negativamente la fiducia delle famiglie in questo secondo semestre dell’anno, compromettendo i consumi.