È stata ripresa dalle telecamere di un’attività commerciale la scena dell’uomo che, nella serata di domenica, ha preso a calci la porta vetrata della Galleria Fanzago, riuscendo a entrare e continuando poi a colpire i muri all’interno. Sul lato destro della vetrina è ancora visibile una crepa, segno dell’irruzione avvenuta intorno alle 18.30.
Il passaggio collega via Maj e viale Papa Giovanni, in una zona attraversata ogni giorno da residenti, commercianti e turisti diretti dalla stazione verso le strutture ricettive. Di pomeriggio la galleria resta aperta, mentre la sera il contesto cambia: da ottobre gli ingressi vengono chiusi tra le 20 e le 8, con riapertura alle 7 del mattino. La decisione è stata assunta dai residenti dei condomini interni per impedire che gli spazi diventassero un punto di ritrovo notturno.
La chiusura ha ridotto i problemi notturni
Prima dell’installazione delle chiusure, alcune persone trascorrevano la notte tra i due ingressi della galleria. Secondo i residenti, si trattava spesso di gruppi in condizioni di disagio o alle prese con problemi di tossicodipendenza. Chi si trova ancora all’interno viene invitato a uscire e, nei casi più difficili, vengono chiamate le forze dell’ordine. Durante le ore notturne, inoltre, un custode verifica che nessuno sia rimasto dentro o tenti di accedere.
Simona Matulich, residente in uno degli edifici della galleria, riferisce che la situazione è migliorata dopo la chiusura serale, ma non durante il giorno. Le richieste di intervento alle forze dell’ordine, spiega, arrivano circa una volta al giorno per la presenza di gruppi che consumano sostanze stupefacenti e alcolici. I residenti raccontano di urla e timore nel percorrere il passaggio, pur rilevando una maggiore attenzione da parte degli agenti.
Le segnalazioni di residenti e commercianti
L’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni ha fatto sapere che nei giorni scorsi sono aumentati i passaggi della polizia locale. Secondo Matulich, quando viene effettuata una chiamata arriva ora una pattuglia. Resta però il disagio per i costi sostenuti direttamente dai residenti, che hanno pagato le porte e la presenza della guardia senza un contributo del Comune.
Anche i commercianti descrivono una situazione più tranquilla al mattino, ma ancora problematica nelle ore diurne. Mirko Compi, del negozio Raffy calzature outlet, racconta di risse tra i gruppi che si ritrovano nella zona e della presenza, in passato, di persone che dormivano o lasciavano rifiuti davanti all’ingresso. La parte più esposta, spiega, è quella vicina a via Maj, dove le scale vengono utilizzate come punto di appoggio e ritrovo.
Nel vicino negozio Ami casa il titolare ricorda invece il lancio di pietre contro una vetrina, che non si è rotta perché realizzata con materiale antiproiettile. Non risultano aggressioni ai dipendenti o ai clienti, ma il commerciante ritiene che il contesto della strada possa incidere sulle vendite. Jackie Palluqi, custode dello stabile al civico 10, riferisce infine che un cancello ha impedito l’accesso alle scale condominiali, senza però eliminare il timore per quanto avviene appena fuori dal portone.