Nuova edizione

Molte fedi 2026 riflette su guerra, clima e morte

Appuntamenti gratuiti in provincia: ospiti internazionali, dialoghi interreligiosi, un incontro riservato fissato al 24 settembre.

Molte fedi 2026 riflette su guerra, clima e morte

Torna a Bergamo la rassegna Molte fedi sotto lo stesso cielo, promossa dalle Acli, con un programma intitolato Nel tempo della promessa. L’edizione 2026 affronterà temi come guerre, cambiamento climatico e migrazioni, inserendo per la prima volta anche una riflessione sulla morte. Il calendario comprende incontri con giornalisti, scrittori, studiosi e protagonisti della cultura, oltre a spettacoli teatrali, musica e appuntamenti in diversi luoghi della provincia.

La manifestazione manterrà l’impostazione di eventi accessibili e in larga parte gratuiti, ma si estenderà anche a zone inconsuete del territorio bergamasco. Tra gli appuntamenti è previsto un evento ancora non annunciato, in programma il 24 settembre alla Casa dello sport. Le prenotazioni sono già aperte per i possessori della Card 2026; le informazioni sono disponibili sul sito moltefedi.it.

Il significato della promessa

Il tema scelto richiama l’attesa, ma anche la responsabilità e la speranza. Durante la presentazione, il presidente di Acli Bergamo Roberto Cesa ha spiegato che, in una fase segnata da conflitti e difficoltà, la promessa può rappresentare l’impegno reciproco a costruire un futuro diverso. Secondo Cesa, custodire la possibilità di un tempo ancora da venire può diventare una forma di reazione alle crisi del presente.

Accanto ai temi già affrontati dalla rassegna, l’edizione introdurrà il confronto sulla morte, definita da Simone Pezzotta, referente dell’area cultura e formazione delle Acli bergamasche, una dimensione della quale la società dovrebbe riappropriarsi. L’argomento sarà sviluppato attraverso un tavolo interreligioso, un reading di Lucilla Giagnoni e un dialogo tra Luciano Manicardi, monaco della comunità di Bose, e Ines Testoni, docente di Psicologia sociale all’Università di Padova.

Durante la presentazione è arrivata anche la notizia della scomparsa del fondatore della Comunità di Bose, padre Enzo Bianchi. Acli Bergamo ne ha ricordato il ruolo nella comunità cristiana e il rapporto con la rassegna. Cesa ha inoltre richiamato la donazione realizzata a Bergamo dalla comunità attraverso le Acli durante l’emergenza Covid. Pezzotta ha indicato l’auspicio di un possibile contributo dell’associazione bergamasca a un percorso di riconciliazione tra le due comunità, separate dopo l’uscita di Bianchi dalla guida di Bose.

Clima e scenari internazionali

Sul cambiamento climatico interverranno, tra gli altri, lo scrittore indiano Amitav Ghosh, Serena Giacomin, direttrice scientifica dell’Italian Climate Network, il filosofo della scienza Matteo Motterlini e Licia Colò. Il programma dedicherà spazio anche agli equilibri geopolitici, con gli approfondimenti di Chiara Piaggio sull’Africa, Marzio Mian sull’Artico, Laura Silvia Battaglia sull’Iran e Oliviero Bergamini sugli Stati Uniti.

Per il dibattito sull’Italia sono previsti un confronto tra Pierluigi Bersani e Giordano Bruno Guerri e un intervento di Marianna Aprile legato al suo libro sulla Costituzione. Il direttore artistico Francesco Mazzucotelli, assente alla presentazione, ha sottolineato che il progetto culturale non coincide soltanto con i singoli appuntamenti, ma punta a offrire uno spazio di confronto. Tra i partner figurano Comune, Provincia e Università di Bergamo, mentre tra i sostenitori è indicata la Fondazione della Comunità bergamasca.