Inchiesta giudiziaria

Arrestati ai domiciliari Nembrini e la moglie a Bergamo

Contestati peculato, falso e bancarotta per una rete accusata di aver drenato risorse pubbliche

Arrestati ai domiciliari Nembrini e la moglie a Bergamo

Daniele Nembrini, 58 anni, patron della fondazione Ikaros, e la moglie Luisa Carminati sono agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine della Procura di Bergamo e della Guardia di finanza. Ai due vengono contestati, a vario titolo, i reati di peculato, truffa ai danni dello Stato, falso in atto pubblico e bancarotta fraudolenta.

Secondo gli investigatori, Nembrini avrebbe organizzato un sistema per drenare risorse pubbliche destinate a scuole di formazione professionale e a strutture impegnate nell’accoglienza dei migranti. L’attività sarebbe stata realizzata attraverso fondazioni, società collegate e soggetti formalmente incaricati, mentre l’imprenditore sarebbe risultato nullatenente. Nell’inchiesta vengono citate anche società con sede in Lettonia e Lussemburgo, che sarebbero state utilizzate per movimentare e riciclare parte dei fondi.

Il sequestro e le contestazioni

La Procura e la Guardia di finanza, con il coinvolgimento dell’aliquota presso la Procura, del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano e del Gruppo di Bergamo, hanno quantificato in oltre 4 milioni di euro il profitto ritenuto illecito. Sulla base degli accertamenti, il gip Luca Bonifacio ha disposto il sequestro di denaro e beni per circa 3 milioni di euro.

Tra le contestazioni figura anche il trasferimento di oltre un milione di euro di provenienza pubblica a una società poi dichiarata fallita. Quelle risorse, secondo l’accusa, sarebbero successivamente uscite dalla disponibilità dell’impresa senza che fosse possibile ricostruirne la destinazione. Il peculato viene contestato sulla base della qualifica di incaricati di pubblico servizio attribuita agli indagati in quanto gestori di attività scolastiche finanziate in larga parte con fondi pubblici.

I finanziamenti regionali

Nel provvedimento del giudice è richiamata una nota trasmessa il 17 giugno 2026 dalla Regione Lombardia alla Procura. Il documento segnala, con riferimento all’anno formativo 2025-2026, presunte carenze nella relazione tra le spese sostenute e gli obiettivi dei progetti finanziati, oltre a una movimentazione consistente di denaro verso soggetti giuridici collegati alle fondazioni del gruppo.

Nel solo periodo compreso tra il 2022 e il 2024, la Guardia di finanza avrebbe stimato in oltre 50 milioni di euro l’ammontare dei finanziamenti erogati dalla Regione Lombardia e trasferiti a società riconducibili, secondo l’accusa, alla sfera familiare di Nembrini e della moglie. Gli investigatori descrivono il 58enne come il dominus occulto del sistema, capace di dirigere le persone giuridiche senza assumere formalmente incarichi.

Nell’indagine risultano coinvolte anche 25 persone, tra cui la sorella di Nembrini, indicate come possibili prestanome o collaboratori utilizzati per schermare le responsabilità dei principali indagati. Per loro è stato disposto il divieto di esercitare uffici direttivi per dodici mesi. Le contestazioni dovranno ora essere sottoposte agli ulteriori passaggi dell’iter giudiziario.