Luoghi di culto

Il centro islamico di Bergamo prepara l’addio a via Cenisio

Capienza insufficiente, multe e fondi già disponibili per trasferire la comunità in una sede più grande

Il centro islamico di Bergamo prepara l’addio a via Cenisio

Il Centro islamico di Bergamo è pronto a lasciare la sede di via Cenisio, nel quartiere di Borgo Palazzo, utilizzata come luogo di preghiera da 25 anni. A indicare il percorso è Mohamed Saleh, 71 anni, presidente onorario della struttura, secondo cui esistono sia le risorse economiche sia le condizioni politiche per realizzare una nuova sede. L’obiettivo è trovare uno spazio più ampio, capace di accogliere una comunità cresciuta nel tempo e di ridurre i disagi per il vicinato.

Il centro, aperto nel 2001 dopo un primo diniego del Comune e la successiva possibilità prevista dalla normativa regionale di utilizzare l’immobile come luogo di culto senza cambio di destinazione d’uso, oggi non riesce più a contenere tutti i fedeli. Il venerdì le preghiere si svolgono in due turni: circa 400 persone partecipano al primo e quasi 300 al secondo. Altri rinunciano a frequentare la struttura perché temono di non trovare posto. In occasione del Ramadan, dal 2016, la comunità si trasferisce al piazzale del Centro Galassia, con una spesa annuale superiore ai 20 mila euro per l’allestimento di una tensostruttura.

Il rapporto con la città

Saleh riconosce che la presenza del centro crea problemi di affollamento e di parcheggio, soprattutto il venerdì, quando intervengono anche i vigili con sanzioni. Allo stesso tempo sottolinea i rapporti costruiti negli anni con le amministrazioni comunali e con le autorità religiose. Il presidente onorario ricorda il sostegno dell’ex sindaco Roberto Bruni per la realizzazione del cimitero islamico e la collaborazione con il vescovo Francesco Beschi, che ogni anno, durante il Ramadan, scrive alla comunità e la visita.

La storia del centro è iniziata nel 1995, quando i fedeli pregavano in una stanza della caserma Li Gobbi. Tra il 1997 e il 1999 il gruppo si trasferì a Curno, mentre a Bergamo vennero ottenuti i primi permessi per la preghiera all’aperto durante la festa del sacrificio. Nel 2000 fu individuato l’immobile di via Cenisio, diventato operativo l’anno successivo. Oggi la struttura ospita anche attività rivolte alla comunità, ma gli spazi restano insufficienti: durante i matrimoni, organizzati quattro o cinque volte l’anno, molte donne sono costrette a rimanere all’esterno per la ridotta capacità dell’area a loro destinata.

Risorse e progetto per una nuova sede

Per Saleh, il trasferimento dipende anche dalla disponibilità dei fondi collegati alla vicenda dell’immobile di via San Fermo. Il denaro originariamente messo a disposizione dalla Qatar Foundation ammontava a 5 milioni di euro; dopo le spese e l’asta sul capannone, secondo quanto riferito nell’intervista, resterebbero circa 3,5 milioni di euro. Le somme sono nella disponibilità dell’Ucoii e, sulla base di un accordo, dovrebbero essere destinate al progetto bergamasco.

Un ulteriore elemento viene individuato nel Piano di governo del territorio, che ha previsto quattro aree destinabili a luoghi di culto. Il centro vorrebbe disporre di una sede propria anche per la scuola di arabo, attiva dal 1998 all’Istituto De Amicis della Celadina, oltre che per le celebrazioni e i matrimoni. Una volta ottenute le autorizzazioni, i lavori potrebbero richiedere tre o quattro anni. Nel colloquio, Saleh affronta anche il tema dell’integrazione, criticando i comportamenti di alcuni giovani immigrati e rivendicando il percorso compiuto dalla comunità per costruire rapporti di fiducia con la città.