Conti domestici

Acqua, rincari oltre il 10% per Uniacque e Cogeide entro il 2027

Il provvedimento approvato dall’assemblea dell’ente stabilisce gli adeguamenti biennali per gli utenti bergamaschi

Acqua, rincari oltre il 10% per Uniacque e Cogeide entro il 2027

Le tariffe del servizio idrico aumenteranno nei comuni bergamaschi serviti da Uniacque e Cogeide. Gli adeguamenti, approvati dal Consiglio provinciale al termine dell’iter promosso dall’Ufficio d’ambito della Provincia, prevedono incrementi già per l’anno in corso e nuovi ritocchi nel 2027.

Per gli utenti di Uniacque la tariffa salirà del 5,59% nell’anno in corso, mentre nella Bassa bergamasca, dove il servizio è gestito da Cogeide, l’aumento sarà del 5,8%. Nel 2027 sono previsti ulteriori incrementi: il 5,13% per Uniacque e il 5,5% per Cogeide. Gli adeguamenti sono stati definiti su base biennale.

Le simulazioni sulle famiglie

Presentando i dati al Consiglio provinciale, la presidente dell’Ufficio d’ambito Maria Grazia Capitanio ha illustrato l’impatto delle variazioni su alcune tipologie di utenti. Per Uniacque, un single con un consumo annuo di 70 metri cubi spenderà circa 6 euro in più nell’anno in corso e altri 6 euro nel 2027. Una famiglia media di tre o quattro persone, con un consumo di 200 metri cubi, dovrà invece sostenere un aumento di 18 euro nell’anno in corso e di altri 17 euro nel 2027.

Per gli utenti serviti da Cogeide, la stessa simulazione indica un rincaro di 6 euro nell’anno in corso e di 5 euro nel 2027 per il single. Per una famiglia tipo l’incremento sarà di 19 euro nell’anno in corso e di 21 euro nel 2027.

La proiezione complessiva, calcolata prendendo il 2023 come anno di riferimento e arrivando al 2029, indica un aumento di 35 euro per il single servito da Uniacque e di 37 euro per quello servito da Cogeide. Per una famiglia media, il maggior esborso nell’arco dei sei anni sarà rispettivamente di 101 e 110 euro. Secondo Capitanio, gli aumenti più consistenti per Cogeide sono legati alla necessità di allineare le tariffe a quelle di Uniacque, società nella quale il gestore della Bassa confluirà dal luglio 2028.

Viabilità dell’Isola e infrastrutture

Nella stessa seduta, il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità anche un ordine del giorno sulla viabilità dell’Isola Bergamasca. L’atto, presentato dai consiglieri Simone Biffi, Matteo Macoli, Massimo Cocchi e Alessandro Colletta, prende spunto dallo stralcio della tratta D della Pedemontana dal piano regolatore regionale. La decisione ha comportato anche la cancellazione dei finanziamenti per la Dorsale dell’Isola, prevista come opera compensativa.

I consiglieri hanno chiesto di mantenere la previsione urbanistica nei piani della Provincia, così da non precludere una possibile realizzazione futura della strada. È stato inoltre sollecitato un confronto con la Regione per rilanciare l’iter della Dorsale e della variante alla provinciale 166 Curno-Terno.

Durante il dibattito, Massimo Cocchi ha segnalato anche la situazione del ponte San Michele di Calusco d’Adda, destinato a chiudere nel 2030. Per il nuovo collegamento, ha osservato, servirebbero cinque anni di lavori, ma il progetto non è ancora disponibile. Matteo Macoli ha richiamato infine i ritardi del raddoppio ferroviario Bergamo-Ponte San Pietro. Il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli ha riferito che il ministero delle Infrastrutture ha fissato un incontro con il viceministro Edoardo Rixi.