Nei giorni delle proteste studentesche, una serie di messaggi, audio e video diffusi nelle chat ha alimentato il timore di possibili aggressioni fisiche o sessuali ai danni delle studentesse. A Treviglio, la preoccupazione ha portato numerosi genitori a tenere i figli a casa, nonostante le rassicurazioni arrivate dai dirigenti degli istituti superiori e il coordinamento con le forze dell’ordine.
All’Istituto superiore Zenale e Butinone, che conta circa 1.150 studenti, le assenze sono aumentate in modo significativo e hanno riguardato tutte le classi. La dirigente Paola Pellegrini conferma l’effetto prodotto dalla circolazione dei contenuti, ma ridimensiona la stima di 400 studenti rimasti fuori dalle aule: il numero, spiega, appare eccessivo, anche se le defezioni sono state consistenti.
Le voci circolate nelle chat
Secondo quanto riferito dalle scuole, nei messaggi si parlava della presunta presenza di gruppi di ragazzi intenzionati ad approfittare delle proteste per aggredire alcune studentesse. Sarebbero inoltre circolati elenchi di nomi e cognomi, senza però riferimenti specifici allo Zenale e Butinone. Molti genitori hanno contattato la dirigenza per chiedere chiarimenti e, ricevute le rassicurazioni, hanno comunque scelto di non mandare i figli a scuola.
Una situazione analoga è stata segnalata all’Is Weil, dove la dirigente Maria Chiara Pardi riferisce di presenze dimezzate in diverse classi prime. Nelle chat sarebbero comparsi nomi di ragazze potenzialmente riconducibili anche a studentesse dell’istituto e minacce generiche rivolte ad alcuni studenti. La dirigente sottolinea tuttavia che le informazioni diffuse non hanno prodotto segnalazioni concrete di pericolo all’interno del plesso.
La comunicazione degli istituti
Per fare chiarezza, i dirigenti degli istituti pubblici e paritari di Treviglio hanno sottoscritto una comunicazione congiunta. Nel documento si afferma che non sono state rilevate situazioni di allarme o pericolo dentro o fuori dalle scuole. La circolare è stata predisposta autonomamente dai dirigenti, in accordo con il Provveditorato e in coordinamento con le forze dell’ordine.
Anche gli altri istituti hanno registrato alcune assenze, ma senza poterle collegare con certezza ai contenuti circolati online. Davide Finazzi, dell’Abf di Treviglio, ha riferito di un monitoraggio attento nei pressi delle scuole e di defezioni non particolarmente rilevanti. Dall’Ufficio scolastico territoriale di Bergamo, il dirigente Vincenzo Cubelli ha precisato di non aver ricevuto segnalazioni specifiche sulla vicenda.
La circolare è stata firmata dai dirigenti degli istituti superiori e dei centri di formazione della città, tra cui Archimede, Oberdan, Cantoni, Facchetti-Collegio degli Angeli, Centro salesiano Don Bosco e Cnos-Fap Treviglio. L’obiettivo è stato ribadire l’assenza di elementi concreti che giustifichino l’allarme e invitare a distinguere le informazioni verificate dai contenuti anonimi diffusi nelle chat.