Per Giordano Regazzetti il paradosso burocratico che per settimane gli ha impedito di accettare un lavoro sembra finalmente superato. L’uomo, saldatore specializzato classe 1969 originario di San Giovanni Bianco, è stato convocato a Palafrizzoni per ritirare la proforma, il documento provvisorio rilasciato dal Comune in attesa della carta d’identità elettronica.
Il foglio riporta i suoi dati personali e la fotografia e certifica l’identità del titolare. Tra dieci giorni lavorativi, secondo quanto comunicato dagli uffici, dovrebbe arrivare anche la tessera definitiva. Per Giordano non si tratta soltanto di ottenere un documento, ma della possibilità concreta di iniziare un nuovo percorso: un’azienda dell’hinterland bergamasco si è infatti dichiarata disponibile ad assumerlo, ma senza carta d’identità non era possibile firmare il contratto.
Dalla cancellazione anagrafica alla nuova iscrizione
La vicenda era iniziata dopo la cancellazione di Giordano dall’anagrafe di Piazza Brembana per irreperibilità. L’uomo aveva avuto una residenza nel comune e un impiego, ma alcune difficoltà personali lo avevano portato a vivere in strada, in condizioni di indigenza. Nel periodo successivo al Covid si trovava in una comunità di recupero e, nel frattempo, aveva perso il collegamento formale con il territorio.
A sostenerlo sono stati alcuni amici, tra cui un legale bergamasco, il titolare di un bar della città e la comunità di don Chino Pezzoli. Giordano ha raccontato di stare bene e di voler dimostrare alla propria famiglia di poter ripartire. La prospettiva di un’assunzione, però, si era scontrata con l’assenza di un indirizzo e di un documento valido. Gli era stato riferito che avrebbe potuto ottenere la residenza soltanto rinunciando al posto letto del dormitorio del Galgario e dormendo all’aperto.
L’intervento dei servizi e dell’Anagrafe
Il 9 ottobre l’avvocato che lo ha seguito gratuitamente ha scritto alla dirigente dei servizi anagrafici di Bergamo, richiamando la normativa sulla residenza delle persone senza dimora. Nella richiesta sono state citate la legge del 1954, la riforma del 2009 e il decreto del presidente della Repubblica 223 del 1989. Il legale ha sostenuto che un posto letto assegnato sera per sera non equivale a una residenza e ha chiesto l’applicazione delle norme, senza eccezioni.
La risposta è arrivata attraverso il coordinamento tra Servizi sociali, Anagrafe e Caritas. Gli assessori Giacomo Angeloni e Marcella Messina hanno annunciato l’iscrizione di Giordano tra i residenti di Bergamo, poi formalizzata con la consegna della proforma. Il documento provvisorio gli consente ora di presentarsi al lavoro e regolarizzare la posizione contrattuale in attesa della carta d’identità elettronica. Per l’uomo, la soluzione della pratica rappresenta l’avvio di una nuova fase dopo un periodo segnato dalla precarietà abitativa e dall’impossibilità di accedere a un impiego.