Bergamo resta tra i capoluoghi più sostenibili d’Italia, ma arretra dal terzo al sesto posto nella nuova edizione di Ecosistema Urbano. Il rapporto è realizzato ogni anno da Legambiente e Ambiente Italia, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, sulla base di diversi indicatori ambientali e urbani.
La flessione in classifica non corrisponde a un peggioramento complessivo della performance della città. Il punteggio ottenuto da Bergamo rimane infatti sopra il 71%, passando dal 71,82% indicato per il 2025 al 71,45% del 2026. Il risultato è quindi legato soprattutto alla crescita di altri capoluoghi, che hanno registrato progressi più marcati.
La graduatoria nazionale
In testa si colloca Mantova, con l’81,29% del punteggio, davanti a Trento. Al terzo posto sale Bolzano, che nell’edizione precedente era quarta. Seguono Cremona, con il 74,77%, e Reggio Emilia, al 72,40%. Bergamo rimane comunque nella top ten dei capoluoghi italiani considerati dal rapporto.
La pagella evidenzia alcune criticità per la città orobica, in particolare sul fronte della qualità dell’aria. Bergamo occupa posizioni basse per le emissioni di ozono e biossido di azoto, pur mostrando un miglioramento su quest’ultimo parametro e sulle polveri sottili PM2,5. Un punteggio contenuto riguarda anche i consumi idrici.
Acqua, rifiuti e mobilità
Il rapporto segnala un peggioramento sul dato dei consumi d’acqua, mentre resta positivo l’indicatore relativo alla dispersione idrica. Bergamo è al ventesimo posto per la gestione complessiva dei rifiuti e continua a migliorare nella raccolta differenziata. Rallenta invece la crescita del numero di alberi presenti in città, uno degli indicatori considerati più rilevanti.
Tra gli aspetti positivi figurano la mobilità e l’organizzazione urbana: il capoluogo presenta buoni risultati per le zone a traffico limitato, l’utilizzo del trasporto pubblico e la rete di piste ciclabili. In crescita, tra questi parametri, è soprattutto l’offerta del trasporto pubblico. Il piazzamento di Bergamo beneficia inoltre dell’uso efficiente del suolo e della presenza di impianti di solare pubblico.
«Uno spaccato indubbiamente positivo sotto molti aspetti», ha commentato l’assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde Oriana Ruzzini, intervenuta il 26 ottobre alla presentazione del report a Roma. Tra gli obiettivi indicati dall’amministrazione ci sono l’aumento delle isole pedonali, la riduzione della produzione di rifiuti pro capite e soprattutto il contenimento del consumo di acqua, anche in considerazione del rischio crescente di estati siccitose.
Ruzzini ha inoltre sottolineato i risultati raggiunti nella tutela del patrimonio arboreo, con 32 alberi ogni 100 abitanti nelle aree pubbliche, e nella raccolta differenziata, arrivata al 79,2%. I dati delineano quindi una situazione complessivamente positiva, accompagnata da alcune priorità di intervento soprattutto sul consumo idrico, sulla qualità dell’aria e sull’estensione degli spazi pedonali.