Una settantina di persone si è riunita davanti alla sede di Sacbo per contestare il nuovo Piano di sviluppo aeroportuale dello scalo di Orio al Serio. Il flashmob è stato promosso da cittadini, comitati, associazioni e forze politiche contrarie all’allargamento dell’aeroporto. I manifestanti hanno esposto cartelli con messaggi come «No sviluppo aeroporto», chiedendo di fermare il progetto.
Al centro della mobilitazione ci sono le ricadute del traffico aereo sulla qualità della vita delle comunità che abitano nei dintorni dello scalo. Alfredo Di Sirio, segretario provinciale di Sinistra Italiana, ha criticato la gestione dell’aeroporto e l’atteggiamento di Comune e Provincia di Bergamo, giudicati finora inerti. La richiesta avanzata è quella di uno stop immediato al nuovo piano e di una drastica riduzione dei voli.
Il confronto approda in Consiglio comunale
La discussione sul masterplan è attesa in aula a Palazzo Frizzoni il 22 settembre. Il documento, sollecitato da Enac, prevede una crescita fino a 25 milioni di passeggeri entro il 2043. Aldo Lazzari, capogruppo di Futura-Alleanza Verdi Sinistra-Oltre, ha sostenuto che prima di ipotizzare ulteriore sviluppo sia necessario verificare il rispetto dei limiti e considerare i disagi affrontati dalle comunità vicine all’aeroporto.
La platea riunita davanti ai cancelli di Sacbo comprendeva esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, Oltre, Movimento 5 Stelle, Sinistra per un’altra Seriate, Rifondazione Comunista e Potere al Popolo, oltre a cittadini e rappresentanti dei comitati. Alcuni partecipanti indossavano cuffie antirumore, come segno della contestazione al rumore prodotto dagli aerei.
Rumore, suolo e traffico tra le contestazioni
Elena Zoppetti, intervenuta a nome dei comitati, ha riconosciuto l’importanza economica dello scalo, ma ha chiesto di valutare lo sviluppo anche sulla base di rumore, consumo di suolo ed emissioni, e non soltanto considerando passeggeri e posti di lavoro. Marco Sironi, di Sinistra per un’altra Seriate, ha richiamato inoltre le difficoltà già presenti sulla rete stradale.
Giuseppe Canducci, portavoce di Europa Verde, ha collegato l’espansione del traffico aereo e della logistica agli obiettivi di transizione ecologica. Alvaro d’Occhio, referente del gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle, ha invece espresso preoccupazione per gli effetti di un modello fondato soprattutto sul turismo, sostenendo che l’aumento dei prezzi potrebbe rendere più difficile per i residenti acquistare beni e servizi essenziali.