Con la chiusura della sessione estiva, l’Atalanta si trova a fare i conti con un mercato segnato da operazioni rilevanti, cambi di strategia e una separazione destinata a lasciare strascichi tra i tifosi. Il nuovo corso tecnico affidato a Maurizio Sarri ha accompagnato scelte importanti nella costruzione della rosa, mentre la società ha dovuto gestire trattative complesse per Ederson, Palestra e de Roon.
Il caso più articolato ha riguardato Ederson. Il centrocampista era stato ceduto al Manchester United, ma il club inglese lo ha successivamente rispedito al mittente, ufficialmente per un problema fisico che nell’analisi proposta viene ricondotto soprattutto a un cambio di strategia. Il brasiliano, reduce da 41 partite nella stagione precedente e già impiegato nelle prime quattro gare ufficiali della nuova annata, aveva un contratto in scadenza nel giugno 2027. Per evitare di perderlo a parametro zero, l’Atalanta ha scelto di trattenerlo, prolungando l’accordo per cinque anni e raddoppiando l’ingaggio.
Le cessioni di Palestra e la difesa
Una dinamica simile, ma con esito diverso, ha coinvolto Alberto Palestra. Il giovane esterno si era messo in evidenza durante il prestito al Cagliari, aumentando il proprio valore e le aspettative sulla possibilità di vederlo stabilmente a Bergamo. Nella stagione precedente aveva trovato poco spazio, con 456 minuti distribuiti in 52 gare, e il suo ritorno in nerazzurro era apparso a lungo possibile. Dopo l’interesse dell’Inter, il Chelsea ha presentato un’offerta da 60 milioni di euro, convincendo la società a lasciarlo partire verso l’Inghilterra.
Sul fronte della difesa, la necessità di individuare un centrale adatto al sistema di Sarri ha alimentato una lunga discussione. L’idea era puntare su un giocatore già abituato ai principi del nuovo allenatore, così da agevolare il passaggio dalle marcature a uomo alla difesa a zona. Gila ha scelto il Milan, mentre Romagnoli è sembrato vicino a un trasferimento in Medio Oriente. Dopo l’uscita di scena di Berat Djimsiti, diretto verso una nuova esperienza professionale, l’Atalanta ha quindi puntato sul danese Thomas Kristensen, ventiquattrenne proveniente dall’Udinese, dove era stato impiegato soprattutto a uomo. La sua crescita dovrà ora essere verificata nel nuovo contesto tattico.
La separazione dal capitano
Il passaggio più doloroso, secondo il commento, è stato quello di Marten de Roon. A 35 anni e dopo aver stabilito i principali record di presenze del club, il centrocampista era arretrato nelle gerarchie con il cambio di guida tecnica, fino a diventare la quinta o sesta scelta per tre posti in mezzo al campo. Per anni era stato considerato un riferimento dello spogliatoio e il possibile futuro allenatore o dirigente della società.
De Roon, tuttavia, si è sentito fuori dal progetto e ha scelto di proseguire altrove. La destinazione è stata la Roma di Gian Piero Gasperini, suo ex allenatore all’Atalanta. A suscitare amarezza tra i sostenitori è stata soprattutto la prima intervista con la maglia giallorossa, conclusa con il sorriso e il saluto Daje Roma, dopo le spiegazioni su un precedente messaggio critico rivolto al club capitolino e poi attribuito a due collaboratori. La separazione è stata gestita senza contrapposizioni pubbliche dalla società, che ha lasciato partire il capitano riconoscendone i meriti. Resta però la delusione per la fine di un rapporto che sembrava destinato a proseguire nel tempo.