La Blu Basket è stata posta in liquidazione giudiziale dal Tribunale con la sentenza numero 232 del 26 agosto. La società sportiva, dopo il progetto di rilancio legato al ritorno del basket di alto livello a Bergamo, si trova ora alle prese con un passivo complessivo che, secondo quanto emerge dagli atti, si avvicinerebbe ai 4 milioni di euro.
La procedura è stata avviata su istanza dei creditori, tra i quali figurano ex dipendenti, giocatori e dirigenti. La liquidazione giudiziale, introdotta dal Codice della crisi d’impresa in sostituzione del fallimento, viene disposta in presenza di uno stato di insolvenza, cioè dell’incapacità di far fronte regolarmente alle obbligazioni. Tra i ricorrenti sono indicati anche l’ex direttore sportivo Fabrizio Frates e l’ex allenatore Andrea Zanchi, usciti dall’organigramma societario circa un mese dopo l’inizio del campionato.
Il ritiro dal campionato
Le difficoltà economiche erano emerse già nei mesi precedenti, accompagnate da cambiamenti ai vertici e da tensioni nella gestione della squadra. Uno degli episodi più evidenti era stato lo sfratto da un residence brianzolo di cinque giocatori e del team manager, legato al mancato pagamento dei canoni da parte della società. Nella circostanza era stato necessario anche l’intervento dei carabinieri.
La vicenda aveva preceduto giornate di forte incertezza, culminate il 6 febbraio con l’annuncio del ritiro della squadra dal campionato di Serie A2. Il progetto sportivo era stato presentato un anno prima dal patron Stefano Mascio con l’obiettivo di riportare in città una formazione competitiva. Vi avevano aderito diversi professionisti, tra cui l’ex arbitro di calcio Gianluca Paparesta, con l’ambizione di puntare a un piazzamento di vertice.
Debiti e disponibilità ridotte
Nella sentenza il tribunale descrive una grave situazione di dissesto. I crediti vantati dai ricorrenti ammontano a circa 80 mila euro, ai quali si aggiungono altri debiti per retribuzioni non corrisposte agli atleti, documentati anche attraverso ingiunzioni di pagamento della Federazione italiana pallacanestro.
Il quadro comprende inoltre 1,4 milioni di euro di debiti verso l’erario e gli enti previdenziali, oltre a esposizioni riportate nei bilanci per 2 milioni e 133 mila euro al 31 dicembre scorso. A fronte di queste somme, l’attivo circolante liquido risulterebbe pari a soli 24.600 euro.
Il bilancio chiuso al 30 giugno dell’anno precedente indicava una perdita di 13 mila euro, con un valore della produzione di 2 milioni e 400 mila euro e costi complessivi per 2 milioni e 377 mila euro. I dati apparivano in linea con l’esercizio precedente, ma non hanno anticipato il deterioramento dei conti registrato nei mesi successivi.
Il patron Mascio, secondo quanto riferito, non sarebbe più reperibile e non avrebbe mantenuto i contatti con gli ex dipendenti. Questi ultimi avevano ottenuto un provvedimento favorevole in sede sportiva e un risarcimento provvisionale, alimentato dalla riscossione di una fideiussione da 100 mila euro e suddiviso tra i creditori. La liquidazione apre ora la fase destinata all’accertamento e alla gestione delle passività della società.