Costantino Ragusa, 48 anni, è stato condannato al pagamento di 100 euro per la scritta comparsa sul cartello all’ingresso del presidio Matteo Rota, in via Garibaldi a Bergamo. L’iscrizione, realizzata nella notte tra il 21 e il 22 settembre 2021, recitava «Assassini… no bambini cavia!».
La decisione sui due episodi
Ragusa era imputato anche per le scritte apparse nella stessa notte sul centro vaccinale di Zogno, tra cui «Greenpass no dittatura» e «Criminali questo è solo l’inizio». Per questo secondo episodio è stato assolto, mentre la responsabilità per il messaggio lasciato al Matteo Rota ha portato alla condanna.
Il pubblico ministero aveva chiesto una pena di due mesi. In aula, Ragusa ha negato ogni addebito e ha illustrato l’attività di dibattito svolta con la moglie Silvia Guerini al centro La Piralide, a Bergamo. La struttura era stata perquisita dalla Digos il 19 ottobre 2021, insieme all’abitazione della coppia a Sorisole.
Gli elementi raccolti e la difesa
Nel corso delle perquisizioni, gli investigatori avevano trovato bombolette spray, fotografie di scritte contro il Green pass e i vaccini, oltre a una bicicletta nera ritenuta compatibile con quella dell’uomo ripreso dalle telecamere in via Garibaldi. Gli elementi erano stati valutati nell’ambito dell’indagine sulle iscrizioni comparse sui presidi sanitari.
L’avvocato Gilberto Pagani ha chiesto l’assoluzione, sostenendo che nelle immagini non fosse riconoscibile Ragusa e definendo l’inchiesta condizionata da un preconcetto. L’imputato ha inoltre ricordato il proprio impegno nel dibattito pubblico sui temi tecnologici, ambientali e sanitari. Il legale ha richiamato anche una precedente condanna della coppia per l’esplosivo trovato in auto, collegata a un attentato avvenuto in Svizzera nel 2010, precisando però che Ragusa non ha precedenti in Italia.
Ragusa ha recentemente pubblicato con Silvia Guerini il libro «L’ideologia del tecno-mondo. Resistere alla megamacchina» e sta lavorando a un altro volume sul 5G. La vicenda giudiziaria riguarda invece esclusivamente le scritte del settembre 2021: per l’episodio di Bergamo è arrivata la condanna pecuniaria, mentre per quello di Zogno è stata pronunciata l’assoluzione.