Lorenzo Suraci si prepara a celebrare il prossimo anno quarant’anni alla guida di Rtl 102.5. Nato nel 1952 e originario della Calabria, ha costruito la propria esperienza imprenditoriale tra Bergamo, le orchestre, le discoteche e il mondo della radio. Dopo aver lasciato l’università, negli anni Settanta affiancò lo zio, direttore dell’Inps di Bergamo e agente teatrale nel tempo libero, iniziando a lavorare nell’organizzazione degli spettacoli.
La sua gavetta era cominciata già negli anni del liceo, quando vendeva il giornalino studentesco. Arrivato a Bergamo dalla Calabria, aveva iniziato anche a vendere libri per contribuire alle necessità della famiglia. I genitori lavoravano alle Poste e dovevano mantenere e far studiare tre figli. Suraci racconta di essere stato il primogenito chiamato a sostenere la famiglia e di aver deluso le aspettative del padre, che lo avrebbe voluto ingegnere. Al posto degli studi tecnici, scelse di seguire le orchestre e il lavoro notturno legato agli spettacoli.
Dalle orchestre alla frequenza nazionale
Il passaggio successivo fu la nascita della discoteca Capriccio di Arcene. L’idea maturò dopo l’incontro con l’architetto Giancarlo Tebaldi, un vecchio compagno di scuola con cui Suraci decise di avviare il progetto. L’esperienza maturata nell’organizzazione delle feste di piazza in Calabria e nell’attività di agente teatrale contribuì a creare le basi per il nuovo percorso imprenditoriale. Dalla discoteca sarebbe poi arrivata la radio, in un mercato ancora caratterizzato dalla sovrapposizione dei segnali e dalla frammentazione delle frequenze.
Nel 1987 Suraci acquistò una radio e iniziò a lavorare all’idea di una frequenza unica per coprire l’intero territorio italiano. Per realizzarla, racconta di aver viaggiato in tutta Italia per acquisire le frequenze necessarie. Secondo il fondatore, quella scelta rappresentò il passaggio decisivo per lo sviluppo dell’emittente. Rtl 102.5 ampliò quindi la propria programmazione, affiancando alla musica informazione, intrattenimento e aggiornamenti sulle condizioni del tempo con collaboratori distribuiti in diverse città.
La radio tra ascolti e trasformazioni digitali
Suraci attribuisce un ruolo importante anche alle trasmissioni in diretta, comprese quelle realizzate dal Capriccio di Arcene. La discoteca divenne così conosciuta oltre il territorio bergamasco, attirando pubblico da diverse aree d’Italia. Tra le iniziative ricordate c’è il Crazy Club, una diretta notturna, insieme alla scelta di trasmettere più edizioni quotidiane del giornale orario.
Nel corso dell’intervista, l’imprenditore cita alcune delle figure che hanno lavorato con l’emittente e ricorda il proprio interesse per dj Albertino, che avrebbe voluto ingaggiare ma il cui costo sarebbe stato troppo elevato. Sottolinea inoltre il valore del vivaio cresciuto attorno a Radio Zeta e la presenza dei figli nell’azienda. Il gruppo, spiega, garantisce oggi 250 stipendi al mese, un risultato che indica come la sua principale soddisfazione.
Guardando al futuro, Suraci considera la crescita delle piattaforme digitali e dei social la principale sfida per il settore. Spotify, osserva, aveva già previsto la fine della radio, che invece continua a mantenere un ruolo nel sistema dei media. L’imprenditore ammette però che le abitudini del pubblico sono cambiate e che ogni azienda deve puntare su investimenti più attenti. La sua giornata continua a svolgersi tra la casa alle porte di Bergamo e gli uffici di Cologno Monzese, dove arriva prima delle dieci e da cui rientra nel tardo pomeriggio.