Regole e alleanze

Da Bergamo Gori valuta la candidatura alle primarie Pd

L’ex sindaco chiede il doppio turno per allargare il consenso e rappresentare le diverse sensibilità riformiste.

Da Bergamo Gori valuta la candidatura alle primarie Pd

Giorgio Gori, europarlamentare ed ex sindaco di Bergamo, non esclude la possibilità di candidarsi alle primarie del Partito democratico. Intervenuto alla trasmissione Omnibus su La7, ha spiegato che l’ipotesi dovrà essere valutata in base al percorso che il partito deciderà di seguire e alle regole della consultazione.

Il confronto sulle primarie, di carattere nazionale, è seguito con attenzione anche a Bergamo. Il segretario provinciale del Pd, Gabriele Giudici, ha riferito che nel partito esiste una forte attesa per conoscere il meccanismo della selezione e che sarà necessario definire rapidamente il percorso politico. Al centro del dibattito c’è soprattutto la possibilità di consentire più candidature e di mettere a confronto le diverse sensibilità interne.

La condizione del doppio turno

Gori ha indicato nel doppio turno la condizione principale per un’eventuale candidatura. Secondo l’europarlamentare, il pluralismo del Pd dovrebbe essere utilizzato per raggiungere una platea più ampia di elettori. Il riferimento è in particolare all’area riformista, considerata capace di parlare anche a una parte di elettorato che negli anni si è allontanata dal partito.

L’ex sindaco ha chiarito che il tema non sarebbe, a suo avviso, una questione personale. La richiesta di una consultazione a doppio turno è emersa anche dal confronto dell’area riformista riunita a Prato. In questo schema, più candidature potrebbero competere nella prima fase, mentre il turno successivo consentirebbe di concentrare il sostegno sul nome più votato tra quelli riconducibili al Pd.

Il dibattito nel partito bergamasco

A livello provinciale, Giudici ha invitato ad attendere la definizione del percorso da parte della direzione nazionale. Il segretario ha però riconosciuto che l’obiettivo di tenere insieme le diverse sensibilità è condiviso e che, in presenza del doppio turno, potrebbero essere valutate più candidature, all’interno di una logica concordata.

Diversa sarebbe la situazione nel caso di un turno unico. Secondo Giudici, in quel caso sarebbe opportuno che a candidarsi fosse la segretaria nazionale, evitando una competizione interna troppo frammentata. La posizione è stata ripresa anche dal segretario cittadino Alessandro De Bernardis, secondo il quale più candidature con un solo turno rischierebbero di provocare divisioni e di indebolire il partito.

De Bernardis considera invece possibile un significato positivo della pluralità di candidature nel caso in cui sia previsto il ballottaggio. La prima fase, in questa lettura, permetterebbe di ampliare la partecipazione, mentre il secondo turno potrebbe ricomporre il consenso attorno al candidato del Pd più votato. Anche per il segretario cittadino, comunque, la decisione dovrà essere assunta in modo collegiale.

Una valutazione favorevole arriva infine da Francesca Riccardi, capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Bergamo. Per Riccardi, una candidatura aggiuntiva, ma solo in presenza del ballottaggio, potrebbe dare slancio al partito e alimentare il dibattito sul suo futuro senza rappresentare necessariamente una rottura. In questo quadro, Gori viene indicato come una figura in grado di raccogliere consensi tra sensibilità differenti.