Infanzia e identità

Elmas a Bergamo: «Mi sento un 10, ma gioco dove serve»

Il jolly macedone ripercorre rinunce, lavoro in pasticceria e approdo nell’Atalanta allenata da Sarri.

Elmas a Bergamo: «Mi sento un 10, ma gioco dove serve»

Eljif Elmas si racconta dopo il suo arrivo all’Atalanta, avvenuto con una trattativa definita in poche ore il 22 agosto. Il calciatore macedone, vicino ai 27 anni, è approdato a Bergamo per mettere la propria esperienza al servizio della squadra e rilanciarsi dopo un periodo complicato vissuto al Lipsia. Il suo ruolo preferito resta quello del trequartista, ma la disponibilità ad adattarsi è uno degli aspetti che lo hanno portato a definirsi un nuovo jolly offensivo.

Tra scuola, allenamenti e pasticceria

L’infanzia in Macedonia del Nord è stata segnata da impegni e rinunce. Elmas ha iniziato a giocare a calcio a sei anni, passando dal Fenerbahçe Tefejuz al Forza Vardar e poi al Rabotnicki. Parallelamente aiutava il padre nella pasticceria di famiglia, conciliando scuola, compiti, allenamenti e lezioni d’inglese. Per raggiungere i campi si spostava spesso da solo, in bicicletta o con i mezzi pubblici, perché i genitori lavoravano e avevano poco tempo per accompagnarlo.

Il legame con la famiglia e con il calcio italiano è un altro passaggio centrale del suo racconto. Il padre si era appassionato a Maradona guardando in televisione le partite della Serie A trasmesse in Macedonia. Anni dopo Elmas è arrivato al Napoli, dove ha giocato per sette stagioni, interpretando quell’approdo come una sorta di destino. Dal padre ha imparato anche a preparare l’indijanka, un dolce balcanico, mentre la pratica del Ramadan accompagna la sua carriera da calciatore musulmano sunnita.

Il rilancio dopo Lipsia

La parentesi al Lipsia, nel 2024, è stata descritta come un’annata molto difficile. Elmas ha spiegato di aver reagito lavorando ancora di più e cercando di rafforzare la propria convinzione, anche quando non si sentiva sostenuto. Dopo quell’esperienza sono arrivati il passaggio al Torino, il ritorno al Napoli e infine la nuova opportunità con l’Atalanta. A Bergamo, ha raccontato, si è sentito accolto dai tifosi e ha apprezzato in particolare Città Alta.

Il giocatore non nasconde la preferenza per il ruolo di numero 10, ma considera l’adattamento una necessità del calcio moderno. «Se serve, faccio anche il terzino», ha detto, spiegando di voler aiutare la squadra senza scegliere la posizione in campo. La concorrenza nel reparto offensivo non viene vissuta come un problema: l’obiettivo, ha sottolineato, è condividere risultati e sconfitte con i compagni. Tra i legami più stretti indica quello con Franck Kessié.

Elmas ha parlato positivamente anche del lavoro con Maurizio Sarri, definendo importante l’opportunità di essere allenato da lui. Ha ricordato inoltre il rapporto costruito con Luciano Spalletti ai tempi del Napoli. In vista della sfida contro la Juventus, ha previsto una partita equilibrata tra due squadre reduci da una sconfitta. Quanto all’Atalanta, la considera una formazione di qualità, convinta che con il tempo e la necessaria pazienza possa crescere ulteriormente.