È stato richiesto il rinvio a giudizio per sei persone, cinque uomini e una donna di età compresa tra i 32 e i 66 anni, tutti di Padova. I reati contestati sono di truffa ed estorsione. A tradirli è stato il loro stile di vita sfarzoso, caratterizzato da vestiti firmati, auto di lusso e locali esclusivi, che strideva con gli introiti dichiarati delle loro società di vendite porta a porta, rivolte a una clientela di sole ultrasessantenni.
Durante un controllo, la guardia di finanza ha scoperto che la vera ricchezza della banda, composta da dieci italiani, derivava dalle 1.200 truffe messe a segno in tutto il nord e il centro Italia, ai danni di donne anziane fragili e sole, di cui 20 a Bergamo. Le vittime hanno raccontato agli inquirenti il copione sempre uguale: alcuni membri, principalmente i più giovani, si presentavano come agenti di vendita e convincevano le signore di aver stipulato contratti con altre imprese, obbligandole ad acquistare articoli casalinghi a prezzi gonfiati.
Il meccanismo delle truffe
I prodotti, come ferri da stiro, set di pentole e dispositivi elettromedicali, venivano venduti a cifre tra i 5 e i 7 mila euro, ma in realtà avevano un valore molto inferiore. Il nuovo contratto veniva presentato come il metodo più veloce per chiudere gli accordi precedenti, con un “direttore” che chiamava per proporre scorciatoie, facendo cadere le anziane nella trappola.
Molte vittime vivevano in difficili condizioni economiche, spesso con la sola pensione minima, e si trovavano costrette ad accendere finanziamenti per acquistare i prodotti. In alcuni casi, i venditori si ripresentavano a distanza di mesi, costringendo le vittime a ordinare ulteriori articoli e rimodulare i finanziamenti già attivati, aumentando l’importo delle rate e la durata.
Le conseguenze legali
In caso di rifiuto, i truffatori minacciavano di ricorrere a vie legali, affermando che il contratto stipulato comportava l’obbligo di acquistare ancora. Per questo motivo, ai sei è contestato anche il reato di estorsione. I profitti delle vendite a prezzi gonfiati, insieme alle provvigioni, hanno permesso alla banda di arricchirsi, vivendo tra vacanze da sogno e acquisti di alta moda, noleggiando auto di lusso come Ferrari e Porsche.
Il Gip di Padova ha disposto il sequestro preventivo di 2 milioni e mezzo di euro, gioielli e capi di alta moda, e ha ordinato la custodia cautelare in carcere per il presunto referente dell’organizzazione, mentre altre due persone sono agli arresti domiciliari. La posizione delle altre quattro persone del gruppo e di presunti complici è ancora al vaglio delle autorità.