Truffa e estorsione

Truffa a danno di anziane: sei membri di banda padovana a processo

Sei persone accusate di aver truffato venti donne anziane, costrette ad accendere finanziamenti per acquisti ingannevoli.

Truffa a danno di anziane: sei membri di banda padovana a processo

Un gruppo di sei individui, partiti da Padova, è stato rinviato a processo per aver truffato venti donne anziane in provincia di Bergamo. Gli indagati si presentavano come venditori porta a porta, ingannando le vittime e costringendole ad aprire finanziamenti per l’acquisto di articoli casalinghi di scarso valore, venduti a prezzi esorbitanti tra i 5 e i 7mila euro.

Le vittime, in gran parte casalinghe e pensionate, vivevano in condizioni economiche difficili, spesso con la sola pensione minima. Per poter acquistare i prodotti, si trovavano costrette ad accendere prestiti. In alcuni casi, i venditori, già noti per precedenti penali, tornavano a casa delle anziane a distanza di mesi, costringendole a ordinare ulteriori articoli e a rimodulare i finanziamenti già attivati, aumentando così l’importo delle rate e la durata del debito.

Minacce e estorsione

In caso di rifiuto da parte delle anziane, gli indagati minacciavano di intraprendere azioni legali, sostenendo che i contratti di acquisto firmati in precedenza comportassero l’obbligo di ulteriori acquisti. Per questo motivo, a sei membri della banda è contestato anche il reato di estorsione.

Il giudice per le indagini preliminari aveva già imposto misure cautelari a cinque membri, di cui uno in carcere e due agli arresti domiciliari. È stato disposto anche il sequestro preventivo di 2,5 milioni di euro, ritenuti provento di reato, insieme a beni di lusso come orologi, gioielli e autovetture di alta gamma.

Indagini della Guardia di Finanza

Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Padova sono scaturite da controlli economici ordinari, durante i quali è emerso che alcuni soggetti padovani frequentavano locali esclusivi della movida a bordo di auto di lusso. I profitti derivanti dalle truffe, con ricarichi fino all’800% sui prodotti venduti, hanno permesso ai principali indagati di mantenere uno stile di vita sfarzoso, con vacanze lussuose e acquisti presso famose maison di alta moda.