Infrastrutture

Raddoppio Bergamo-Ponte, lavori rinviati alla fine del 2028

Il progetto ferroviario attraversa Curno e Mozzo tra vegetazione, opere incomplete e attesa per il vertice ministeriale.

Raddoppio Bergamo-Ponte, lavori rinviati alla fine del 2028

Il raddoppio ferroviario tra Bergamo e Ponte San Pietro slitta almeno alla fine del 2028. Lungo il tracciato, dove i lavori avrebbero dovuto essere in una fase avanzata, la vegetazione ha ricoperto ampie porzioni del sedime ferroviario: cespugli, rovi, fiori spontanei e piante rampicanti hanno preso il posto dei binari rimossi. Il ritardo del cantiere sarà al centro dell’incontro in programma al ministero delle Infrastrutture, con i rappresentanti del territorio chiamati a chiedere tempi certi e un cronoprogramma aggiornato.

Le opere incompiute tra Curno e Mozzo

A Curno, il cantiere è visibile accanto alla caserma dei carabinieri, nell’area dove fino al febbraio 2024 si trovava un passaggio a livello. Il progetto iniziale prevedeva un sottopasso ciclopedonale, ma il Comune ha ottenuto anche un collegamento carrabile a una sola corsia. L’opera, dal valore stimato di 17 milioni di euro, sarà realizzata dall’amministrazione comunale dopo il completamento del raddoppio, mentre le Ferrovie predisporranno la soletta. Le prime automobili potrebbero transitare nella primavera del 2028.

In via Fermi, sempre a Curno, un altro sottopasso è stato avviato a marzo, con mesi di ritardo rispetto alla previsione originaria. Il collegamento sarà a due corsie e una parte potrebbe essere aperta a dicembre, mentre il completamento è previsto in primavera. Restano invece fermi i lavori per la fermata. Nell’area, la rete di cantiere delimita una fascia ormai invasa dalla vegetazione, con i resti delle precedenti installazioni ferroviarie ancora visibili tra erbacce e arbusti.

Il sindaco di Curno, Andrea Saccogna, ha spiegato che il sottopasso dovrà essere regolato sulla base di uno studio viabilistico, per evitare che eventuali code raggiungano la Briantea. Il Comune ha ottenuto da Rfi anche 700 mila euro per la progettazione. Saccogna ha inoltre contestato l’indicazione di una scadenza ravvicinata per il progetto, sostenendo che i ritardi accumulati dal cantiere non consentono di fissare nuovi termini senza garanzie.

A Mozzo, invece, non dovrebbe essere realizzata la fermata ipotizzata in passato nella zona vicina all’hotel Lvg. Il sindaco Gianluigi Ubiali ha riferito che l’opera sarebbe stata troppo vicina alle fermate di Curno e Ponte San Pietro e che avrebbe avuto maggiore utilità nel quadro di un servizio di tram leggero, soluzione che non è stata scelta. Proseguendo lungo la linea, i binari riappaiono a tratti, ma in diversi punti sono coperti da rovi ed edera. Più avanti, verso Ponte, la massicciata appare meglio mantenuta e lascia intravedere le aree in cui il servizio ferroviario dovrebbe tornare a funzionare.

Il confronto al ministero

All’incontro parteciperanno la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli e la deputata Rebecca Frassini, che ha organizzato il vertice. Sul tavolo ci sarà anche la richiesta di Rfi al Collegio consultivo tecnico di valutare la rescissione del contratto con l’impresa D’Agostino. L’eventuale revoca dell’appalto potrebbe aprire una nuova fase amministrativa e allungare ulteriormente i tempi, soprattutto in caso di ricorso.

Carnevali ha definito la situazione insostenibile e ha chiesto al ministero indicazioni precise sulle modalità e sulle scadenze dei lavori. Gafforelli ha sottolineato la necessità di evitare un’interruzione del cantiere, proprio per scongiurare ulteriori rallentamenti legati a una possibile sostituzione dell’impresa. Il territorio attende ora chiarimenti sul futuro dell’opera e sulla possibilità che i lavori, annunciati con un termine più ravvicinato, possano concludersi entro la nuova scadenza indicata per la fine del 2028.